venerdì 8 aprile 2011

LA SICUREZZA ONLINE VISTA DAI GENITORI




Nel sito di Google vi è una sezione dedicata alla sicurezza on line per le famiglie, in cui vengono segnalati:
  • strumenti di protezione
  • modalità per la segnalazione degli illeciti
  • consigli dai partner
  • suggerimenti dai genitori

Vi è un rimando a dei filmati realizzati proprio da genitori che lavorano in Google e che raccontano la loro esperienza nell'accompagnare i loro figli nell'utilizzo consapevole della Rete.

Eh già, credo proprio che la parola giusta sia "accompagnare i minori nella Rete", nella stessa misura in cui gli adulti accompagnano i piccoli nella rete di strade per raggiungere i luoghi di destinazione.

Sedersi accanto, tenerli per mano, parlare insieme a loro, trovare con loro risposte ai problemi, riflettere sull'uso consapevole degli strumenti, sulla correttezza delle relazioni, sulla partecipazione responsabile, sulle protezioni da assumere per salvaguardare la propria identità e la propria intimità, perchè la Rete registra ogni nostro passaggio, ogni nostra azione, ogni contatto...

Ho già avuto modo di dire che la comptenza digitale è costituita da tutte queste componenti, che è una competenza che si costruisce a scuola come a casa, che non possiamo gettare allo sbaraglio i nostri figli/alunni in un mondo complesso e difficile da governare.
Curioso anche il filmato che vi propongo, in cui il padre (che lavora proprio alla Google) ammette di non adottare alcun filtro, alcuna protezione rispetto alla navigazione delle figlie, ma di seguirle e responsabilizzarle verso le scelte, oltre a monitorarle in modo affettuoso nelle loro esperienze di socialnetoworking.

Aggiungo a queste riflessioni una ricerca su internet e minori e su come i genitori gestiscono il rapporto dei figli con i media.
Per rimanere all'interno di questo tema, i genitori vengono suddivisi in quattro gruppi: gli ANSIOSI (33%), i COMPIACIUTI (26%), i PERMISSIVI (21%) e gli ESPERTI (18%)

Ne deriva che solo una minoranza dei bambini/ragazzi può essere considerato
veramente tutelato (i figli degli Esperti). La maggior parte è invece esposta a rischi più o meno
elevati: gli Ansiosi impongono divieti ma non sono sempre in grado di trasmettere conoscenza in
materia, i figli di Permissivi e Compiaciuti hanno forte libertà di azione senza avere la giusta tutela.


Ma che fanno questi ESPERTI?
•Dei nuovi media conoscono potenzialità, rischi e modalità di utilizzo da parte dei figli; allo stesso
tempo insegnano loro come gestirne la fruizione.
•Definiscono regole, ma utilizzano anche il dialogo per rendere i figli più consapevoli, svolgendo un
ruolo di tutela costruttiva.

Conclusione? conoscenza attiva degli strumenti, pratica condivisa, dialogo, responsabilizzazione, costruzione di competenza digitale (etica, relazionale, metacognitiva, partecipativa....)

Ma non solo padri...sentiamo una mamma e la sua esperienza:


domenica 3 aprile 2011

CRUCIVERBA, QUIZ, MATCH E altro con HOTPOTATOES

Stasera voglio parlarvi di...patate bollenti...proprio quelle che vedete nella foto...
Patate bollenti...HOT Potatoes è un software scaricabile dalla pagina indicata, che permette di creare esercizi di vario tipo da salvare come pagina web e quindi apribili direttamente con qualsiasi browser di navigazione, senza bisogno di collegarsi alla rete.
E' molto utile perchè ognuno può, con semplici operazioni, creare gli esercizi-gioco per i bambini e poi farli risolvere ad esempio sulla LIM.
Io, in questo periodo ho usato la patata JCROSS, che serve per creare cruciverba, anzi...dovrei dire che l'hanno usata i bambini per creare cruciverba per i loro compagni. E' così successo che, in due ore passate al computer abbiamo ottenuto dieci diversi cruciverba da risolvere.
Ho lasciato i bambini completamente liberi e gli argomenti sono stati dei più disparati: la Mesopotamia, ortografia, il fiume, gli animali, gli strumenti musicali, tecnologia ed elettronica....
Costruire un cruciverba per i compagni mette in atto diverse abilità e competenze:
  • individuare un tema
  • scegliere parole coerenti col tema , non troppo scontate
  • individuare le definizioni per ogni singola parola
  • mettere in atto una ricerca lessicale specifica
  • formulare le definizioni in modo problematico
  • controllare che tutto funzioni
L'attività è gratificante sia nel momento della costruzione, sia nel momento della risoluzione.
Provare per credere!!!
Ecco un esempio...

mercoledì 30 marzo 2011

Trentino...di carta...



Vi prometto che sarà l'ultimo....
Ma non potevo non condividerlo.
Ecco la conclusione di un percorso di spazio e tempo realizzato durante le attività di recupero e potenziamento.
Anche qui stessa tecnica, stessi materiali...un progetto un po' ambizioso, è vero...che ha dovuto essere ridimensionato in corso d'opera.
Ma il risultato è comunque efficace, in termini di motivazione, di learning by doing,  di metacognizione, di esperienza tattile, relazionale e cognitiva...
Multisensorialità che si esplicita nel modellamento del proprio territorio, tridimensionalità che si traduce in modo lineare nella bidimensionalità della rappresentazione geografica, rappresentazione che sconfina in quella espressiva.
Viva la geografia, questa disciplina così indefinita ma trasversale, permeante ogni nostra azione didattica!
Questo post partecipa a...
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domenica 27 marzo 2011

COMPUTER IN AULA...tra entusiami e cautele

All'inizio di gennaio Armando Massarenti, scriveva un intrigante articolo sulla Domenica 24, dal titolo "Cosa sta facendo internet ai vostri neuroni" in cui  faceva una disanima delle affermazioni, più o meno provate scientificamente, relativamente alla relazione tra media, educazione e cervello.
In particolare faceva riferimento all'interazione che svilupperebbe creatività e generosità (Shirky), all'azione dei neuroni a specchio attivati dalla visione di immagini e filmati veicolati dal web (Rizzolatti)
Consolante questa affermazione:
"Da questi studi emerge che il learning by doing, l'imparare facendo di deweyiana memoria, magari introiettato attraverso i videogiochi, prepara il cervello alla soluzione di problemi via via più complessi, ed è quindi una risorsa preziosa per l'educazione. Lo si vede bene nei test Ocse-Pisa. I ragazzi che fanno uso delle tecnologie informatiche tendono ad avere risultati migliori, non tanto per il vantaggio tecnologico in sé, ma per il tipo di abilità "aperte" che sono in grado di sviluppare."
Ancora, nell'articolo si ricompone il dilemma nativi e immigrati digitali: ad ogni età il nostro cervello è plastico e pronto a rimodellarsi.
Una seconda ricomposizione viene offerta  da Henry Jenkins in Culture partecipative e competenze digitali (Guerini) – «multitasking e attenzione non dovrebbero essere viste come forze opposte tra loro. Dovremmo, piuttosto, pensare a esse come abilità complementari, entrambe usate dal cervello in modo strategico per affrontare in maniera intelligente i limiti della memoria a breve termine». Nella storia umana, del resto, siamo stati sia «contadini», cui è necessaria un'attenzione focalizzata, sia «cacciatori», capaci di «scansionare un territorio complesso alla ricerca di segni e indizi per capire dove le sue prede siano nascoste». «Per secoli, le istituzioni scolastiche sono state strutturate per creare "contadini"», osserva Jenkins.
In conclusione dell'articolo Massarenti presenta una non proprio nuova opzione di sviluppo delle nostre capacità di base, la cosiddetta "opzione click" per dirla conAntonio Battro e J. P. Denham (Ledizioni). Facoltà condivisa con primati e altri animali…che i cuccioli d'uomo saranno pronti ad usarlo per aprire nuovi mondi, affrontare sfide e inediti problem solving, continuando a rimodellare il proprio cervello per i cent'anni che si aspettano di vivere.

Oggi riprende l'argomento, sempre sullo stesso giornale, Roberto Casati con questo articolo
Computer in aula? Con cautela
in cui contrappone, ad ogni punto, argomentati suggerimenti improntati appunto alla cautela...verso facili entusiasmi, repentini cambiamenti metodologici o pericolose sfide tra insegnanti e strumenti tecnologici…
L'analisi prosegue all'interno della didattica: interessanti indicazioni sull'uso attivo di Wikipedia. per non subire le fonti, ma contribuire a editarle, per assumere  punti di vista improntati alla riflessività e alla selezione responsabile dei dati.
Un suggerimento  illuminante: il mese della lettura (forse basterebbe una settimana ogni quadrimestre) sospendendo qualsiasi altra attività didattica.
Infine una segnalazione  importante, il sito dell'Indire che cerca di raccogliere le buone pratiche della scuola italiana.
Per partire da ciò che si fa, per condividere, per essere in Rete!

Articoli davvero interessanti, da condividere appunto...
(per le foto esplicative rimando ad Aurora :) )

mercoledì 23 marzo 2011

LA VOCE DEL FIUME...



Prime giornate di primavera e prime uscite alla ricerca di voci e di storie...
Il nostro lavoro sul fiume non si è interrotto...continua nello specifico del nostro territorio.
E così ieri ci siamo recati a vedere e a sentire il nostro fiume. E' stato bello sostare in silenzio (!) ad ascoltare la sua voce sommessa e nello stesso tempo insistente e continua, ad ammirare la vegetazione irrequieta che si fa spazio lungo le sue sponde,  gli animali padroni di quell'habitat...anche se la cosa più affascinante è stata quella di osservare i ciottoli, i sassi, i macigni portati a valle dalla forza delle acque, a parecchie  decine di chilometri dalle montagne sui cui erano abbarbicati, tutti morbidamente arrotondati.
E sono stati proprio questi sassi, che l'uomo da sempre utilizza per costruire i muretti che recintano le campagne, a raccontarci la lunga storia del fiume, il lungo percorso, le diverse tipologie di rocce di cui sono costituiti i gruppi montuosi erosi dal nostro corso d'acqua...graniti bianchi e neri, graniti,argentati, verdi...striati, porfidi rosso cupo, dolomie bianchissime...rocce miste....
Un vero spettacolo che ha entusiasmato i nostri viaggiatori...una bella lezione di storia, geografia, scienze, educazione alla percezione, italiano....tutta sotto la benedizione di un sole chiaro che ci ha aiutato a tenere gli occhi ben aperti...perchè...
"Il vero viaggio di scoperta non consite nel vedere nuove terre...ma guardare terre conosciute con nuovi occhi"  (M.Proust)

Aggiornamento: Scopro ora (mi era sfuggito sorry :() che ieri  era il Wordl Water Day 2011...che bella coincidenza!

lunedì 21 marzo 2011

21 marzo:giornata mondiale della poesia...

La Giornata Mondiale della Poesia è stata istituita dalla XXX Sessione della Conferenza Generale UNESCO nel 1999 e celebrata per la prima volta il 21 marzo seguente. La data, che segna anche il primo giorno di primavera, riconosce all’espressione poetica un ruolo privilegiato nella promozione del dialogo e della comprensione interculturali, della diversità linguistica e culturale, della comunicazione e della pace.
L’UNESCO negli anni ha voluto dedicare la giornata all’incontro tra le diverse forme della creatività, affrontando le sfide che la comunicazione e la cultura attraversano in questi anni. Tra le diverse forme di espressione, infatti, ogni società umana guarda all’antichissimo statuto dell’arte poetica come ad un luogo fondante della memoria, base di tutte le altre forme della creatività letteraria ed artistica.

Bello questo connubio...l'inizio della primavera e la giornata della poesia...in questi giorni in cui tendiamo a tenere gli occhi a terra...la poesia ci aiuta ad alzarli per guardare ciò che ci circonda, la natura  ma soprattutto GLI  ALTRI!



Per festeggiare l'avvenimento, abbiamo scritto insieme, riaddattandola alla nostra classe e alle nostre idee, questa meta-poesia di  Roberto Piumini:
Per fare la poesia

Per fare la poesia
si prende una p
come pialla, pasta, pietra;
poi si prende una o
come oro,ombra,orizzonte;
poi si prende una e
come erba, edera, esilio;
poi si prende una s
come sole, sale, silenzio;
poi si prende una i
come io, isola, Icaro;
poi si prende una a
come acqua, arancia, ala,
poi si mettono insieme
senza odio, senza noia,
senza fretta,senza rabbia,
senza malinconia,

e si fa la poesia.
Roberto Piumini

sabato 19 marzo 2011

LUNA...piena...di sogni...

Ci hanno allertati da qualche giorno, ci hanno allertati di un evento che non è stra-ordinario, ma che oggi, per nostra fortuna coincide con il plenilunio...oggi la luna raggiunge la distanza minima dalla terra, proprio nel giorno del suo massimo chiarore... qui approfondimenti sui dettagli scientifici

Ed allora godiamoci questa occasione di stare...a rimirar la luna...e provare, nonostante tutto, a sognare...(operazione difficile di questi tempi...),
come vedete la sua luce sconfigge l'opprimente grigio delle nuvole...

 fotocamera Canon ore 20 e 50-19 marzo 2011- 46°13′0″N 11°7′0″E

Sulla Luna
Sulla Luna, per piacere,
non mandate un generale:
ne farebbe una caserma
con la tromba e il caporale.

Non mandateci un banchiere
sul satellite d’argento,
o lo mette in cassaforte
per mostrarlo a pagamento.

Non mandateci un ministro
col suo seguito di uscieri:
empirebbe di scartoffie
i lunatici crateri.

Ha da essere un poeta
sulla Luna ad allunare:
con la testa nella Luna
lui da un pezzo ci sa stare...


A sognar i più bei sogni
è da un pezzo abituato:
sa sperare l’impossibile
anche quando è disperato.


Or che i sogni e le speranze
si fan veri come fiori,
sulla Luna e sulla Terra
fate largo ai sognatori!

Gianni Rodari 


giovedì 17 marzo 2011

LE MANI IN PASTA.....NELLA STORIA

Ancora mani in pasta, il lavoro per gruppi di interclasse, gruppi ARSA di Sviluppo e Recupero degli Apprendimenti, continua...
Ormai conoscete la mia testardaggine, la mia assoluta convinzione che gli apprendimenti passino attraverso le attività reali e virtuali, ma ATTIVITA', situazioni in cui METTERE LE MANI...
E sottolineo ancora...attività vere e proprie ma anche simulazioni virtuali, altrettanto importanti quanto quelle reali...
Ma qui eccovi il resoconto del gruppo che ha lavorato alle timeline...lunghe, enormi, suddivise in tre grandi fasce: PALEOLITICO, NEOLITICO E CIVILTA' DEI FIUMI...
Ho cercato di stabilire le relazioni con gli ambienti Montagna e Fiume, già approfonditi...i ragazzi si sono immersi nel tempo e nello spazio, hanno creato, disegnato, dipinto, ritagliato, assemblato e infine datato..
Il risultato, anche questa volta, è stato molto soddisfacente, sia per la dimensione metacognitiva, sia per quella tecnologica (nel senso degli strumenti usati), sia infine per quella relazionale e partecipativa...

Giappone...così vicino, così lontano...


E' il New Jork Times di ieri a pubblicare una mappa delle zone evacuate intorno alla disastrosa situazione fuori controllo della centrale nucleare di Fukushima.
In questo modo possiamo redenderci conto del dettaglio del luogo, della posizione geografica, della vicinanza alla metropoli più antropizzata del mondo...
Dico questo perchè, pur cercando di seguire l'abbondante informazione offerta dai media, trovo difficile orientarsi con precisione sia dal punto di vista strettamente geografico, sia dal punto di vista degli eventi, che vengono raccontati, generalmente in modo ripetitivo e superficiale.
Una stessa notizia, una stessa immagine viene ripetuta e rimbalzata tra i diversi media, creando una "illusione di informazione" come pure una "illusione di verità"....se lo dicono tutti allora sarà vero...
Anche in questa occasione poco spazio alla citazione delle fonti, alla verifica dell'attendibilità...e tutto questo amplificato, pare, dalla "copertura" delle fonti governative giapponesi.
Sembra incredibile, nell'era delle Tecnologie dell'informazione, non riuscire ad avere dati certi, fonti dichiarate....Giappone così vicino....e mai così lontano...(e non solo il Giappone!)


Intanto per amore della didattica e dell'informazione raccolgo e rimando una bella ricerca fatta dalle infaticabili Paola  ed Annarita, che hanno elencato una serie di materiali utili anche in classe, per avviare un discorso scientifico ma anche di educazione ambientale...(con tanta di citazione delle fonti)
...Il post rimane aperto per aggiornamenti alla sezione

martedì 8 marzo 2011

SLITTARE...OH..OH...



Dedicato a tutte le lettrici e i lettori che amano il divertimento "sostenibile"...con il vento in faccia....

le Dolomiti in fronte...
basta una slitta e un ramo di pino per dirigerla....e tante risate....

lunedì 7 marzo 2011

Nativi digitali...sì...no...forse

Nativi digitali, se ne fa un gran parlare...Esistono? sì, no....forse...

Il termine, coniato nel 2001 da Marc Prensky, definisce in forma metaforica molto efficace chi è nato dentro la tecnologia, differenziandolo dai "migranti digitali" ovvero da chi, nella propria crescita, ha avuto a che fare con modelli  e paradigmi culturali completamente diversi.

In questi dieci anni si è cercato di fare chiarezza su queste differenze: i nati con la tecnologia sono stati definiti multitasking, screenagers, iperconnessi, vivono il presente e l'attuale...
Luisanna Fiorini ne dipinge un ritratto completo in questa presentazione: Guardali, hanno le branchie.
Il ritratto è supportato dalle attuali teorie sull'apprendimento: costruttivismo, il socio-costruttivismo la teoria delle intelligenze multiple, il connettivismo...
In pratica l'apprendimento non può essere considerato un fatto individuale determinantesi all'interno della singola persona, ma il risultato di una interazione con gli ambienti e  con gli strumenti che la circondano (mediatori che raccolgono in sè la cultura e la tecnologia collettiva), con le relazioni e le regole costruite dalla comunità di riferimento. In questa prospettiva, l'apprendimento diviene un "atto distribuito" che ben si inserisce nelle nuove modalità di approccio dei cosiddetti nativi digitali.

Questa riflessione ha incentivato una continua ricerca di svecchiamento della didattica tradizionale, ha messo in crisi i paradigmi di riferimento di una didattica avulsa dagli strumenti naturalmente utilizzati  dagli alunni negli ambienti informali.
E' ancora Luisanna Fiorini a tracciare le linee guida nella formazione degli insegnanti.
Nel frattempo è la Comunità Europea ad inserire la competenza digitale nelle otto competenze chiave per l'apprendimento permanente.
Tutto sembrerebbe concorrere a definire i nostri alunni come "nativi digitali"...

Eh no...non semplifichiamo troppo...leggete questo post di Gianni Marconato che, provocatoriamente annuncia che "Il nativo digitale è uno stereotipo dannoso"
e continua l'approfondimento con "Ci hanno fregati e sono diventati trasparenti"

Anche Pier Cesare Rivoltella si dichiara scettico sulla netta divisione tra nativi e migranti e, richiamando proprio Prensky, propone tre categorie: quella dello smanettone, dello stupido e del saggio digitale.
Anche questa però sembra essere una vera e propria semplificazione: la competenza digitale è competenza complessa fatta di 
  • smanettamenti (appropriazione della tecnologia),
  • di cognizione e metacognizione, 
  • di partecipazione e 
  • di rispetto per gli altri e i loro lavori.
Se il primo aspetto della competenza possiamo lasciarlo all'ambiente (nativo), le altre tre dimensioni sono tutte a carico della scuola e, possibilmente, della famiglia.
A questo proposito leggetevi questa bella recensione che Anna Masera fa sull'ultimo saggio di Don Tapscott " Net Generation",  dal titolo molto significativo: Sedetevi a tavola con il vostro figlio digitale!

Allora...esistono 'sti nativi digitali???

Aggiornamento: provate a leggere questa riflessione: "Nativi o migranti purchè saggi",
soprattutto la conclusione "Secondo me i nativi digitali esistono, ma hanno un gran bisogno di saggezza e di adulti in grado di parlare (e ascoltare) il loro linguaggio"....condivido...



venerdì 4 marzo 2011

LE MANI IN PASTA.....L'ARGILLA...



Continua, come promesso, la pubblicazione dei laboratori che abbiamo denominato "Le mani in pasta"... Abbiamo già parlato del laboratorio cartapesta, realizzato durante le attività opzionali, che ci ha permesso di costruire insieme, anche con l'uso delle mani, le conoscenze relative agli ambienti montagna e fiume.

Bene, oggi vi propongo un altro laboratorio, proposto dalla mia collega, la splendida maestra Mirta, appassionata ed "esperta" di un altro straordinario materiale naturale, di bassissimo costo e di grandissima utilità, oltrechè di eccezionale effetto gratificante per gli alunni: l'ARGILLA!
La brava Mirta, ha proposto un laboratorio molto completo ed accurato in tutti i passaggi, portando i bambini a scoprire il materiale e ad utilizzarlo secondo le tappe scandite dalla storia.
Per aiutarvi nella comprensione, vista la precisione della mia collega, ho preferito pubblicare l'esperienza attraverso una intervista a Mirta

-Come mai hai pensato di proporre questo laboratorio?
La motivazione del progetto è nata dal bisogno di dare un senso interdisciplinare alle ore destinate agli ARSA  (Approfondimento, Recupero e Sviluppo degli Apprendimenti)per coinvolgere gli alunni in un percorso più pratico ,ricco e completo anche di esperienze manipolative.
-Puoi dirci come si è svolta questa proposta? 
Il percorso si è completato in tre lezioni per ogni gruppo programmate secondo le seguenti fasi di lavoro:
 Prima lezione:
-introduzione storica con riferimento al periodo Neolitico
- riferimento all’elemento FUOCO in  quanto fondamentale per la cottura delle ciotole
-Modellazione ad espansione ( è la tecnica più antica ed è simile a quanto fanno i bambini quando giocano con la plastilina: prendono una porzione di argilla e, con il solo uso delle mani e del pollice,modellano la ciotola  secondo la forma desiderata. Successivamente decorano la superficie usando materiali naturali quali conchiglie, sassi, cortecce d’albero ecc…come nell’antichità.)
Seconda lezione:
 -introduzione storica con riferimento al periodo Neolitico e alla necessità dell’uomo di costruirsi recipienti nei quali conservare cibi e bevande
- riferimento all’elemento TERRA indispensabile sia per la coltivazione che per il recupero della materia prima “l’argilla”
 Modellazione con la tecnica a colombino ( è tra le tecniche più antiche di modellazione e consiste nel creare dei piccoli cilindri di argilla che vengono man mano assemblati dopo averli inumiditi, fino ad ottenere il vasetto desiderato. La tecnica a colombino permette ai bambini più abili nella manipolazione di ottenere forme diverse, aperte o chiuse) 
Terza lezione:
 -introduzione storica con riferimento al periodo delle civiltà della Mesopotamia ed in particolare alle tavolette con scrittura cuneiforme dei Sumeri
-Modellazione a lastre ( si prende un pane d'argilla e se ne tagliano lastre di spessore omogeneo usando un filo o stendendole con un matterello. Successivamente le lastre vengono incise con l’uso di un bastoncino copiando scritture cuneiformi )
-Con quanti bambini hai lavorato?
Abbiamo circa 6o bambini che frequentano le classi quarte così proponendo diverse attività, siamo riusciti a formare quattro gruppi di 15 bambini, i quali frequentano uno stesso laboratorio per 3 volte consecutive. Ecco il motivo della suddivisione del laboratorio in 3 giornate.
-Quale è stata la risposta dei bambini?
Splendida, le immagini lo dimostrano, hanno lavorato mettendo proprio le mani in pasta, modellando, provando, imprimendo, costruendo...sporcandosi...ridendo...
Inoltre, l'apprendimento ne ha positivamente risentito, non solo dei concetti storici...ma anche nella capacità di osservare ciò che li circonda...
A proposito provate a dirmi voi quali artefatti di argilla riuscite ancora a vedere intorno a voi...

Grazie Mirta! 

domenica 27 febbraio 2011

LA DIDATTICA FACILE???

 LA DIDATTICA FACILE CHE HA CANCELLATO LA CAPACITA' DI STUDIARE

Così titolava il 25 febbraio scorso l' articolo di Cesare Segre sul Corriere della Sera, nel dibattito rumoroso seguito all'uscita del nuovo saggio di Paola Mastrocola, "Togliamo il disturbo, saggio sulla libertà di non studiare".

Non ho letto il testo, ho seguito le promozioni della stessa autrice e i diversi interventi degli opinionisti.
In particolare sono rimasta piuttosto impressionata da questo, che vi segnalo, dove l'autore elenca le cause (secondo Mastrocola) della disfatta della scuola...


"Qui interviene la Mastrocola, mostrando come e perché lo studio sia compromesso e svuotato. Il suo bersaglio polemico è la didattica di don Milani e di Gianni Rodari, che comunque diedero un appoggio, autorevolissimo, a tendenze già in atto.
Don Milani predicò contro il babau del nozionismo, svalutando il concetto di nozione come conoscenza, e, in generale, il tipo di conoscenze che sono di solito oggetto di studio. Di qui l' avversione per il sapere letterario (guai al povero Virgilio!) e in particolare linguistico, considerati appannaggio dei ricchi. E anche la valorizzazione del territorio, la chiusura nella provincia e nei lavori contadini: non pensando che questo bloccava qualunque aspirazione al miglioramento mentale, ma anche economico degli scolari.
Gianni Rodari (le cui proposte sono certo suggestive) promuoveva, ma prevalentemente per il primo ciclo scolastico, la trasformazione dell' insegnamento in gioco, la vittoria della fiaba sulla razionalità e sulla storia. L' aula scolastica si trasformava in palcoscenico o in laboratorio, e gli scolari, distolti dallo studio, mettevano allegramente in gara la loro pretesa inventività. Era inevitabile che in questa cultura «facile» fossero affossati gli studi considerati «noiosi», o quelli che sembrassero privi di utilità pratica immediata. "

Aiuto! Ho sbagliato tutto....
Proprio l'altro ieri, per far riflettere (n.d.r. non ripetere!) sulla concordanza semantica nome-aggettivo, mi sono ispirata ad un simpatico racconto di Gianni Rodari (Il cielo è maturo). 
I bambini sono riusciti a produrre testi originali, divergenti, coerenti e corretti dal punto di vista ortografico.
E non senza sforzo....ideazione, pianificazione, stesura e revisione sono state le procedure seguite (didattica facile???).

L'articolo continua
" Qui la Mastrocola mostra bene, con opportuni riferimenti, che si è affermata una nuova pedagogia, che favorisce «la scuola del fare, del saper essere, del saper stare (insieme), dello smanettamento collettivo e dell' invasamento tecnologico, non certo la scuola del sapere, delle nozioni (intese come conoscenze), della letteratura e dello studio astratto, teoretico». Difficile indicare rimedi alla situazione messa in luce dall' autrice. Occorre un nuovo cambio di mentalità, che rimetta al centro dell' insegnamento lo studio, e che annulli l' insensato asservimento del sapere umanistico a quello tecnologico"


Oddio! Non entro nel discorso degli smattenamenti, dell'invasamento tecnologico...
Ma la scuola non dovrebbe avere al centro l'alunno che apprende?


Signora Mastrocola, questo il distruttivo racconto di G. Rodari...avrà fatto tanto male?

Il cielo è maturo

Ragazzi, amate gli aggettivi qualificativi. Non comportatevi come Marco e Mirco, i gemellini terribili, che si fanno beffe di loro.
Ieri, per esempio, essi dovevano assegnare un aggettivo qualificativo a ciascun nome di un lungo elenco.
Sghignazzando e buttandosi l'inchiostro in faccia, i monellacci hanno cominciato a scrivere:
- Il grano è azzurro
- La neve è verde
- L'erba è bianca
- Il lupo è dolce
- Lo zucchero è feroce
- Il cielo è maturo.
A questo punto si è sentito un rumore spaventoso: - Bum! Bang! Squash! Splash! Skrankkkkk!
Che cos'è accaduto? Semplicemente questo: il cielo, sentendo dire che era maturo, si è creduto in dovere di cadere a terra, come una qualunque pera o susina.
La casa è crollata in una nuvola di polvere.
Quanta fatica hanno dovuto fare i pompieri per disseppellire i due gemellini, ricucirli perchè erano ridotti in pezzettini e rimettere il cielo al suo posto, abbastanza in alto perchè ci possano volare le rondini e gli aeroplani.

Gianni Rodari  

mercoledì 2 febbraio 2011

LUNGO IL FIUME E...LUNGO LA STORIA...




Vi ricordate il post "Saliam sulla montagna"? Lì raccontavo un'unità di lavoro dedicata alla conoscenza della montagna, in cui cercavo di coagulare diverse discipline e diversi canali di lettura intorno ad un tema complesso.
Bene, il lavoro è continuato.
Abbiamo cercato di trovare un collegamento tra i diversi ambienti ed in particolare tra LA MONTAGNA e il MARE : IL fiume.
E' stato bello vedere la sorpresa dei bambini nel seguire il corso del fiume, dalla sua sorgente....su su...proprio sotto il ghiacciaio...giù nelle valli alpine, fino in pianura e...finalmente arrivare al mare.
IL FIUME come ANELLO DI CONGIUNZIONE tra MONTAGNA E MARE.
Ambienti così diversi e così interdipendenti!
Naturalmente, anche questa volta, abbiamo usato risorse diverse e "canali diversi" per convogliare le informazioni.
Elenco qui una serie di risorse che il web ci ha messo a disposizione
Alcune di queste risorse sono state messe a disposizione da meravigliose/i colleghe/i  e studenti della scuola Primaria e di altri ordini che ringrazio.

Ci siamo poi dedicati alle acque della nostra regione, con le foto dei nostri fiumi e laghi (fornite dai genitori e reperite sul web) abbiamo costruito la mappa idrografica  su Google-maps (attività che troviamo integrata nella nostra piattaforma Moodle, ma che si potrebbe tranquillamente realizzare con Google-maps



E poi via...con la parte realizzativa, le foto, le descrizioni, le  schede su cui abbiamo approfondito la conoscenza, si sono concretizzate in disegni e...la continuazione anche fisica, del plastico realizzato per la montagna.
La cartapesta, un materiale davvero povero e davvero straordinario, plastico, facile, economico, ecologico...nel senso del ri-utilizzo...
La cartapesta per costruire la pianura in cui far scorrere il nostro fiume, tra affluenti, anse e meandri, immissari ed emissari, campi coltivati e...finalmente il delta per entrare nel mare...
E' un tappeto di colori, di mani che lavorano, modellano, dipingono ed infine.....collocano i cartellini con la corretta nomenclatura.
Una bella soddisfazione, tanto entusiasmo, collaborazione, costruzione.....

Nel frattempo  affrontiamo la vita intorno ai fiumi, a partire dalle PRIME CIVILTA'

E qui elenco solo le risorse più importanti che abbiamo utilizzato
E il fiume scorre...e ci  trasporta ancora lontano...verso altre scoperte...
     
     
     

    domenica 30 gennaio 2011

    ...SOGNANDO una valutazione a misura di studente...

     
    Ho già avuto modo di parlare del sistema di valutazione in Finalndia, ma stasera, alla viglia degli scrutini e sollecitata dal commento di Elisa al precedente post, mi sono imbattuta in una bella intervista fatta da Jeanne Claire Fumet a Claude Antilla, una docente francese, distaccata dal Ministero, che ha insegnato per 35 anni in Finlandia, per il Cafè Pédagogique, nel corso del dibattito sulla valutazione che si sta tenendo in Francia.
    Scrive Jeanne Claire Fumet che ha intervistato Claude Antilla:
    “Con il suo tasso di riuscita del 99,7%, il modello finlandese di scuola obbligatoria ha dei buoni motivi per fare sognare. E’  difficile quindi non cercare di trovare in questa scuola qualche spunto che ci aiuti a combattere la selezione e i fallimenti del nostro sistema scolastico”. 
    (e questo vale anche per la situazione italiana)


    Ecco quanto dice Claude Antilla:

    Valutazione ponderata e programmi flessibili

    Tutto questo è sufficiente per garantire il successo a tutti?
     
    Bisogna considerare un insieme di cose: la valutazione e i programmi sono pensati in modo diverso rispetto alla Francia. Non c’è valutazione degli alunni prima che compiano 10 anni e si ricorre molto all’autovalutazione. Dopo, i voti vanno dal 4 (insufficiente) al 10. Ma non si lasciano indietro i bambini che hanno preso 4: si fa di tutto per aiutarli a migliorare.  E alla fine tutti arrivano alla sufficienza! In realtà non si valuta la performance scolastica, ma piuttosto il grado globale di riuscita, tenendo conto sia delle capacità sia dell’impegno di ciascun bambino. E a volte si trovano soluzioni impreviste: così per esempio si è utilizzata la tecnologia digitale per aiutare i maschi che sono più in difficoltà delle femmine, e si sono ottenuti buoni risultati. Oggi sono le bambine ad essere più indietro dei maschi, perché hanno più difficoltà a familiarizzare con questi strumenti che a loro sono meno congeniali che ai maschi.
    Contenuti e metodi sono molto liberi  perché non c’è una valutazione nazionale. Ma per la licenza dell’obbligo, l’alunno deve raggiungere un livello medio in tutte le discipline, che sono varie e molteplici, affinché ciascuno possa trovare quelle che gli sono congeniali. I programmi sono meno rigidi: si attribuisce una quota oraria a ogni materia e degli obiettivi di apprendimento. Si definiscono le competenze e il saper fare che devono essere acquisiti, senza dettagliare i contenuti. Questo quadro di riferimento è oggetto di consultazione molto frequente soprattutto da parte delle équipe comunali, che in genere sono insegnanti messi a disposizione per redigere i contenuti, poi ciascun gruppo di insegnanti l’affina in funzione della propria popolazione scolastica. E’ una gestione molto decentralizzata.

    Credetemi, non sono sogni....ma tutto questo succede davvero....io ci sono stata!

    Potete leggere tutta l'intervista, con altri spunti per riflettere, qui

    Aggiornamento del post : Palmy nei commenti ha fatto riferimento alla valutazione "migliorativa" prevista dalla Montessori e dal suo metodo. Le ho chiesto di mandarmi degli approfondimenti che aggiungo qui...
    "Nell’attività di verifica e valutazione dell'alunno, consideriamo i seguenti aspetti:
    • capacità di scegliere autonomamente una attività;
    • tempo di concentrazione;
    • ripetizione dell’esercizio;
    • capacità di svolgere organicamente l’attività;
    • capacità di portare a termine in modo autonomo il lavoro intrapreso;
    • livello di autostima;
    • rapporto con gli altri;
    • rispetto delle regole;
    • disponibilità e partecipazione.
    Tali osservazioni che non prescindono mai dal rispetto della personalità e dei tempi di sviluppo del bambino, aiutano noi insegnanti a non assumere il facile ruolo di giudice che emette sentenze, ma ci offre la possibilità di poter valutare con obiettività se il nostro intervento è stato efficace.
    Può essere utile l’adozione di griglie di osservazione, le quali, partendo dall’anamnesi personale e socio-familiare del bambino, diventino una guida di rilevazione, descrizione e interpretazione del processo evolutivo, psicologico e culturale, di ciascun bambino. Ciò darà luogo in pratica a quel diario psicologico o a quella carta biografica che la Montessori propose a suo tempo, purtroppo inutilmente, considerato che ancora oggi la verifica e la valutazione sono centrate in modo assoluto sul risultato-prodotto e non sul soggetto-produttore, valorizzando in modo esclusivo la dimensione ricettiva ed apprenditiva della personalità infantile."

    Grazie Palmy!



    venerdì 28 gennaio 2011

    LIM...MEMORIA

    Non riesco a non condividere....il primo lavoro con la LIM in classe....
    Proprio nella giornata della MEMORIA...la tecnologia ci aiuta, ci emoziona, ci pone domande ...con un delicato quanto tragico cartone animato che avevo segnalato già qui

    Lo guardiamo, smatteniamo....poi, spontaneamente i bambin lasciano i loro segni...eccoli...


    Semplicemente....per non dimenticare...

    giovedì 27 gennaio 2011

    UN CARTOON SULLA SHOAH

    Oggi, al Quirinale,Giorgio Napolitano, ha premiato un cartone animato sulla Shoah, realizzato dagli alunni delle classi IV A/B del III circolo didattico “G. Mazzini” di Bari



     Click sull'immagine per visionare il video

    Il racconto, “Franco S.”, narra la storia di un giovane di Ferrara di 16 anni, deportato a Fossoli e poi a Buchenwald. Dopo il lavoro di ricerca storica, i bambini hanno creato un diario, disegnato tutte le scene e inserito nell’album foto, immagini e documenti, hanno animato i personaggi con il programma digitale 'I cartoon' e dato voce ai protagonisti, con dialoghi scritti da loro.

    Complimenti ai bambini e ai loro insegnanti, che hanno saputo realizzare un prodotto che attraverso la narrazione digitale  raggiunge la mente e il cuore.

    sabato 22 gennaio 2011

    ATTIVI MAESTRI



    ATTIVI MAESTRI, incoraggiante articolo su Nova 24 del 20 gennaio 2010
    Sottotitolo: I professori imparano a insegnare in digitale"
    L'articolo è scritto da Francesco Butturini ,preside del liceo classico Maffei di Verona e coordinatore del progetto "Didattica della comunicazione didattica".

    E' una bella riflessione, un excursus sulla didattica multimediale dagli esordi rappresentati da integrazioni di voce, immagini da stampa e musica registrata, agli strumenti tecnici aggiunti via via, fino alla integrazione con il linguaggio digitale e la cosiddetta "convergenza digitale" resa possibile dalla Rete e dal web 2.0.

    E' proprio Butturini che racconta l'evoluzione del progetto: una prima fase  si è conclusa da poco  e per la quale saranno presto pubblicati i materiali, una seconda fase si sta strutturando in una rete di scuole  in cui si realizza la dimensione multimediale che richiede interattività e partecipazione di tutte le componenti, rete che sta evolvendo in un Piano Nazionale, con un titolo che ne indica la forza e la caratteristica pedagogica «Logos - Didattica della comunicazione didattica» pronto per formare i prossimi tirocinanti, i docenti neoassunti e i docenti in servizio.

    Intanto, alle pag 11, 12, 13  belle esperienze di una scuola che rinasce dal basso con storie di chi prova a rigenerare la scuola di ogni giorno…una ricca rassegna di buone pratiche che incoraggiano a pensare ad un progetto più ampio…
    Vi linko qui le varie schede, tutte da leggere...

    Una bella panoramica, una mappa costruita raccogliendo le esperienze più significative del progetto, progetto che coniuga nuove tecnologie, nuove possibilità con antichi linguaggi,  narrativa, cinema, televisione, teatro.....la multimedialità che raggiunge le diverse intelligenze, la multimedialità resa più easy proprio dalle Tic.
    Ecco che ancora una volta sono i nuovi strumenti che aiutano a realizzare sogni antichi...

    Le immagini sono state riprese dalla pagina di Nova24.

    giovedì 20 gennaio 2011

    TRA mouse, ipad...e scarpe da allacciare...

    Come se la cavano i nostri piccoli nativi con le nuove tecnologie? e con quelle vecchie?

    L'indagine dell'Avg cerca di fare il punto della situazione, che viene riportata oggi sul Corriere.it

    "INDAGINE - In particolare, sono state interpellate 2.200 mamme dei Paesi più sviluppati, tra cui l'Italia, con figli in età compresa tra 2 e 5 anni. Alle donne è stato chiesto di rispondere a un questionario sulle abilità dei loro bambini. I quali, nel 58% dei casi sanno giocare a un videogame di livello base contro il 52% di quanti hanno già imparato ad andare in bicicletta. Dopo la capacità di completare un puzzle, riscontrata nel 77% dei casi, l'abilità più diffusa tra i piccoli è l'uso del mouse, e quindi la padronanza di movimento all'interno di un ambiente virtuale: lo fa il 69%, mentre il 63% sa accendere e spegnere un pc. Se però chiedete a un bambino di quell'età qual è il suo indirizzo di casa, solo il 37% vi risponderà correttamente mentre il 20% è in grado di nuotare senza assistenza. Meno di quanti siano in grado di usare il cellulare per fare una chiamata (il 28%) o di quelli capaci di lanciare un programma di navigazione web e accedere a Internet (il 25%). Se il 19% riesce a giocare con un'applicazione su dispositivi touch come tablet e smartphone, appena l'11% sa già allacciarsi le scarpe, percentuale che sale al 14% se si guarda alla fascia di età tra i 4 e i 5 anni, quella che precede immediatamente l'ingresso alla scuola primaria."

    L'articolo conclude saggiamente:
    "Quello che l'indagine non dice è se e come la padronanza precoce delle abilità digitali influisca sull'apprendimento di quelle pratiche da parte di questi bambini ma questo si potrà capire tra qualche anno. Ai genitori, come sempre, spetta il compito di stare accanto ai propri figli, insegnando loro a muoversi nel mondo reale, oltre che in quello digitale. Altrimenti, il rischio è che vadano su YouTube per vedere come devono fare per allacciarsi le scarpe."


     

    sabato 8 gennaio 2011

    Te lo spiego io come funziona l'ipad...

    NEL REGNO DEI NATIVI DIGITALI :"Addio al vecchio sapere lineare fondato sulla parola scritta e sulla trasmissione di conoscenza maestro-alunno: imparare oggi ha la forma di un suk arabo nell'ora di punta. Tra social network, video-racconti su YouTube, la musica di MySpace, il linguaggio sincopato delle chat e le bufale online, gli studenti di nuova generazione hanno bisogno di una bussola per orientarsi. Ma la scuola non c'è. O meglio, non ce la fa: a studenti 2.0 corrispondono spesso istituti scolastici da secolo scorso. "
    E' l'inizio dell'articolo di Serena Danna, comparso sul Sole 24 domenica 2 gennaio che ben fotografa la situazione dei nuovi "utenti" della scuola italiana, che li accoglie in ambienti chiusi alle nuove istanze e poco disponibili al cambiamento.
    La giornalista, supportata da fonti autorevoli, conduce un'analisi sui diversi aspetti connessi alla questione:
    • nativi digitali portatori di una nuova "cultura partecipativa"
    • cambiamento di ruolo del docente, non più trasmettitore di informazioni, ma "facilitatore di apprendimenti"
    • apprendimento attraverso risoluzione attiva di problemi
    • Internet come fonte "l'ha detto Internet", che pone grandi sfide per gli educatori del XXI secolo
    • una panoramica sui progetti innovativi in America, in Europa, e...con gran fatica anche in Italia...
    In particolare "A Bollate, un comune di 37 mila abitanti alle porte di Milano, per imparare a usare l'iPad basta chiedere aiuto a un bambino. Nelle aule dell'Istituto di via Brianza - due scuole elementari e due medie inferiori - al posto di quadernetti e matite, da settembre gli alunni usano il tablet computer prodotto dalla Apple."

    Anche nella mia classe c'è un bambino che ogni tanto mi dice "Maestra, l'anno prossimo ci prendiamo un ipad per ciascuno?"

    Magari....
    intanto al ritorno dalle vacanze mi sa che troveremo qualcosa appeso al muro....ma questo ve lo racconterò lunedì...

    martedì 4 gennaio 2011

    E come Eclissi solare...E come emozione...

    Stamattina sveglia anticipata per non perdersi l'emozione profonda che sempre ci pervade quando la natura ci sorprende con questi eventi inconsueti...
    Emozione che si mescola ad uno strano timore...sarà vedere la nostra stella adombrarsi...sarà la luce squillante del mattino che si ammanta di grigio rendendo ancor più freddo ciò che ci circonda...sarà, ma intanto il fenomeno inizia!
    Accidenti, c'è una discreta velatura e forse non si vedrà interamente, guardo, scruto...mi accorgo che gli occhi...
    Ricordo all'improvviso di aver conservato gli occhialini protettivi acquistati per l'eclissi totale del 1999, rovisto nel cassetto ed eccoli...li inforco e mi accorgo di quanto mi permettano di seguire il tutto.
    Ma voglio anche documentare, per mostrare il tutto ai bambini al mio ritorno a scuola, allora penso (bene) di porre la lente oscurata dell'occhiale davanti all'obbiettivo..ecco una delle mie foto! Niente di eccezionale...ma permette  di comprendere cosa sia successo ed inoltre... trattiene tutta la mia EMOZIONE!


    Girando per il web mi accorgo che il Museo di Scienze Naturali di Trento, ha ripreso in modo impeccabile l'evento, in tutte le sue fasi, e lo ha condiviso in FACEBOOK.

    Ecco una foto più autorevole....
    Un'altra raccolta di foto documentali la trovate nella pagina Facebook del MINISTERO DEI BENI E ATTIVITA' CULTURALI , da cui ho tratto questa.. poetica
    e questa frase-commento della scuola dell'Infanzia di Villachiara:
    "Il Sole che si traveste da luna"

    venerdì 24 dicembre 2010

    UN PRESEPE DI CARTONE...ma con tanto cuore...



    Ecco i nostri AUGURI DI NATALE...un presepe, un presepe da niente, un presepe di cartone fatto tutto dai bambini, con forbici, colla, cartone, matite e tempere....interpretato da loro attraverso la scelta di poesie semplici e più elaborate...
    Ma non solo, prendetevi il tempo di guardarlo fino in fondo, il presepe di cartone è anche una proposta di un presepe interculturale: canzoni e tradizioni natalizie testimoniate dalle mamme che sono venute a scuola per cantare le canzoni dei loro paesi d'origine e raccontarci le loro tradizioni...
    E' stato un modo per conoscersi maggiormente, per comprendere che IN TUTTO IL MONDO è NATALE, al di là della lingua, della geografia, del clima...
    Pensate che in Sri-Lanka a Natale arrivano le farfalle più belle...

    L'ORCHESTRA DELLE RENNE...aspettando il Natale


    Clicca sull'immagine e fai suonare le renne....vecchiotto ma sempre divertente!

    mercoledì 22 dicembre 2010

    DOPO IL SOLSTIZIO....LA LUCE RITORNA



    Solstizio d'inverno…
    L'oscurità all'apice, la natura rimane immobile, quasi sospesa nel suo respiro vitale, sembra attendere il ritorno della luce…che pian piano risale la china.
    Solstizio, Natale, il ritorno della luce, la rinascita….
    C'è un posto in cui tutto questo sembra prendere forma...una piccola città che sembra resistere al fluire del tempo, in cui ci si avvia al Natale vivendo ancora i vecchi riti, i vecchi mercati invernali alla luce delle lanterne e dei lumini...
    Vi auguro una "Buona emozione"...

    mercoledì 15 dicembre 2010

    SALIAM...SULLA MONTAGNA...



    Saliam sulla montagna....ecco il titolo della nostra ultima unità di lavoro che ci ha coinvolti nello studio del nostro ambiente più vicino, ma non per questo conosciuto...
    La montagna è stata vista con molti occhi e costruita con molti strumenti...
    Ci siamo avvicinati pian piano...osservando quella che ci sta vicino, fotografandola,
    sezionandola nella sua vegetazione, nella sua costituzione.
    Ma abbiamo avuto voglia di approfondire, di capire di più ed ecco allora che abbiamo utilizzato delle risorse on line
    Come si sono formate le montagne? Queste due animazioni ci hanno aiutato a capirlo...
    Le montagne vivono, cambiano, si modificano, si sgretolano...guarda qui...
    Salire in alto, cosa cambia? Flora e fauna della montagna e fasce altimetriche, una risorsa da leggere e da mappare in piccoli gruppi e una risorsa on line  della Scuola Cavasso, che ci ha permesso di visualizzare le piante e gli animali.
    Un altro sito importante e divertente per poter utilizzare anche il senso dell'udito:
    Gli animali della montagna, con schede informative semplici, fruibili e i versi degli animali!
    Ma non solo risorse on line...abbiamo portato a scuola libri e quanto potesse essere utile per disegnare flora e fauna delle diverse fasce altimetriche! e intanto la montagna cresceva e si popolava!!!
    E...nel frattempo... una guida...anzi due guide eccezionali ci hanno portati in giro per i boschi per incontrare gli animali e raccontarli nelle loro vicissitudine e nelle loro abitudini...
    Ah, dimenticavo: le guide erano niente meno che....Mario Rigoni Stern che ci ha offerto pagine davvero intense di vita nel bosco in "Uomini, boschi e api" e Ezio Francheschini con le sue avventure narrate ne "La valle più bella del mondo"...
    Ma non ci siamo fermati qui, abbiamo voluto conoscere alcuni degli animali della montagna, vederli nel loro ambiente durante lo scorrere dell'anno e nel mutare della stagione....ci hanno accompagnati in questo viaggio una meravigliosa bambina e una tenera volpe....
    Abbiamo potuto riflettere anche sul corretto rapporto con gli animali: AMARE NON E' POSSEDERE!

    E ancora...gruppi opzionali di laboratorio con la cartapesta ci hanno permesso di costruirla la nostra montagna, scavarla, innalzarla, formare dighe, individuare valichi, versanti, vette, fondovalle.....

    Insomma ci siamo impossessati anche della nomenclatura relativa...

    Per fare questo lavoro, oltre alle risorse multimediali segnalate abbiamo attinto anche a quelle condivise,  nel blog La Maestra vi saluta che ringrazio molto!

    Aggiornamento: Posto qui un breve stralcio dell'introduzione al testo di Mario Rigoni Stern, scritta proprio dall'Autore...
    "Vorrei che tutti potessero ascoltare il canto delle coturnici al sorgere del sole, vedere i caprioli sui pascoli in primavera, i larici arrossati dall'autunno sui cigli delle rocce, il guizzare dei pesci tra le acque chiare dei torrenti e le api raccogliere il nettare dai ciliegi in fiore. In questi racconti scrivo di luoghi paesani, di ambienti naturali ancora vivibili, di quei meravigliosi insetti sociali che sono le api, ma anche di lavori antichi che lentamente e inesorabilmente stanno scomparendo. Almeno qui, nel mondo occidentale. Nella prima parte leggerete ricordi di tempi assai tristi, quando, da giovani ci trovammo coinvolti in quella che dalla storia viene definita Seconda guerra mondiale. Leggendo più avanti troverete anche storie di animali selvatici e di uomini che vivevano e qualcuno ancora vive in un ambiente sempre più difficile da conservare. I miei brevi racconti non parlano di primavere silenziose, di alberi rinsecchiti, di morte per cancro, ma di cose che ancora si possono godere purché si abbia desiderio di vita, volontà di camminare e pazienza di osservare". 

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    domenica 5 dicembre 2010

    5 dicembre: arriva San Nicolò con i Krampus



    Chi sono questi esseri spaventevoli???
    Sono gli  scatenati Krampus, uomini-caproni  molto inquietanti che, la sera del 5 dicembre, si aggirano per le strade alla ricerca dei bambini "cattivi". Le loro facce sono coperte da maschere diaboliche e paurose; i loro abiti sono laceri, sporchi e consunti. I Krampus quando vagano per le vie dei paesi provocano rumori ottenuti da campanacci o corni...
    Accompagnano il santo più dolce che ci sia: San Nicolò che in questa serata distribuisce doni e dolci a tutti i bambini buoni.

    Ma non temete....guardate...non sono poi così cattivi...almeno non lo erano questa mattina...