giovedì 1 gennaio 2009

RIFLESSIONI...DATATE.... DI INIZIO D'ANNO


In un commento ad un precedente post, Renata mi ha segnalato questo libro.
Il sottotitolo: "perché i computer nelle scuole non servono e altre considerazioni sulle nuove tecnologie", la dice lunga su come l’autore la pensa sulle tecnologie dell'informazione e della comunicazione applicate al mondo della formazione. Tanto più che Clifford Stoll è uno dei promotori di internet già dal lontano 1975. Docente all’Università di Berkeley ha maturato una significativa esperienza nella produzione di software didattico e nella definizione di sistemi informatici destinati all'educazione. Perciò possiamo dire che le sue affermazioni sono fatte con cognizione di causa. Ecco alcune frasi che possiamo leggere sul libro e che sicuramente possono servire per una riflessione: "...una buona scuola non abbia bisogno dei computer e che una scuola mediocre non possa trarre vantaggio dal più veloce dei collegamenti a Internet..." "…anziché chiedersi se la tecnologia possa o meno sostenere il curriculum, gli educatori cercano di adattarlo in modo tale che non vi siano difficoltà nell'utilizzare computer e calcolatrici" “ l'informatica viene spesso introdotta a scuola per far "apprendere divertendo": ma, prosegue "di solito studiare non è divertente, studiare richiede impegno, disciplina, dedizione”. "nutriti a base di gratificazione immediata e interattiva, gli studenti sviluppano avversione verso perseveranza ..., verso l'attenzione e la pazienza".
Che dire? Come non dargli ragione?
Credo che possiamo affermare ormai con una certa disinvoltura che la scuola non deve educare alle nuove tecnologie....ma le nuove tecnologie devono appunto SOSTENERE IL CURRICULUM, sono uno degli strumenti da utilizzare per insegnare ad apprendere, una possibilità tra altre, e non sempre divertente o senza sforzo, per attivare percorsi di apprendimento in forma laboratoriale, costruttiva e collaborativa...e perchè no, motivante e coinvolgente.
Il vero problema sta dunque, ancora una volta, nella formazione degli insegnanti rispetto, non tanto agli aspetti tecnologici in senso stretto, ma agli aspetti DIDATTICI legati all'uso di questi strumenti.
Vi invito a leggere una riflessione davvero articolata sul blog di Agati Mario già segnalato qualche tempo fa da Paola.

12 commenti:

giovanna ha detto...

(incollo perché il commento non è partito, mi scuso se arriva un doppione...)
Buon giorno, Fra',
ecco, queste sono le *concrete*, considerazioni in cui mi ritrovo pienamente!:-)
Mi convincono meno i grandi discorsi sui nativi digitali ecc...
ciao France,
g

france ha detto...

Giovanna, sono le problematiche che viviamo tutti i giorni, la scuola la facciamo noi, non le tecnologie!
L'uso didattico delle tecnologie ci aiuterà a proporre una offerta che rimarrà ancorata alla realtà dei nativi digitali....
Ti invito a fare un giretto nella piattaforma che gestisco per i mei alunni...(l'esperienza dell'anno scorso continua)
Se ti mancano le dritte scrivimi, ti amnderò le istruzioni in posta.
Ciao ciao

Annarita ha detto...

Ciao France, conosco bene il post di Mario Agati perché ho preso parte alla discussione perciò non sto qui a ripetermi.

Condivido naturalmente le considerazioni di Clifford Stoll, ma non completamente il passaggio in cui afferma che "di solito studiare non è divertente, studiare richiede impegno, disciplina, dedizione”.

Sè vero che lo studio richiede impegno, disciplina e dedizione è altrettanto vero a mio modesto avviso che lo studio deve essere anche "divertente" altrimenti l'apprendimento diventa un atto sentito soltanto come dovere. La mia lunga esperienza mi porta invece ad affermare che solo quando l'apprendente "ci prova gusto" si innesca un percorso di vera partecipazione attiva, condizione indispensabile per apprendere.

Che poi siamo noi docenti a dover creare le condizioni per facilitare tutto questo e non trasformare l'utilizzo delle tic in una replica dei video giochi et similia, ma in strumenti paralleli e al servizio dei curricula è altrettanto vero.

Essere consapevoli che i nostri ragazzi sono "comunque" digital natives e che l'apprendimento deve tenere conto anche di ciò è non tenere le fette di prosciutto sugli occhi (piaccia o non piaccia)!

Poi che nessuna tecnologia possa da sola fare "la buona scuola" beh penso che sia una considerazione evidente per quanti "facciano scuola" sporcandosi le mani e tutto il resto giorno dopo giorno.

Del resto non sono mai bastati da soli neanche gli strumenti tradizionali a fare una buona scuola o a promuovere apprendimento attivo se "la regia" non era in mano ad un bravo insegnante! Ed essere bravi insegnanti non è legato "soltanto" agli strumenti evidentemente...

Anonimo ha detto...

….Desiderio Divertimento Piacere… ecco il vero CARBURANTE dell’apprendere.
Voi educatori dovete solo GUIDARE una macchina possibilmente non troppo vecchia .
PS. La guida richiede sempre .... Impegno Dedizione e Sacrificio......
remo

AmosGitai ha detto...

Augurandoti un felice e sereno 2009 ti invito a votare i CINEMAeVIAGGI AWARDS 2008: scegli tu i migliori film ed interpreti del 2008!!!

Annarita ha detto...

Remo, vedo che siamo sulla stessa lunghezza d'onda.

Chiedo scusa per un "Sè" che sarebbe ovviamente un "Se è".

annarita

france ha detto...

Annarita, d'accordo con te su tutta la linea...E' necessario che la scuola comunque comprenda che l'apprendimento avviene solo in parte all'interno dei confini formali...è importante conoscere gli altri luoghi per poter favorire processi di costruzione della conoscenza...le tecnologie possono aiutarci a recuperare questi spazi e questi tempi...ad estenderli in favore dell'apprendimento...

france ha detto...

Remo:......sintesi e rappresentazione perfette!

elisa ha detto...

D'accordo : le tecnologie devono essere uno dei tanti strumenti per facilitare l'apprendimento e non il contrario. Poi, per fasr sì che gli studenti apprendano divertendosi è necessario che anche i docenti insegnino divertendosi perchè solo così riescono a trasmettere l'entusiasmo agli alunni... non è facile però funziona davvero...
e poi ancora, purtroppo i giovani sono davvero attratti dalle tecnologie e non tenerne conto sarebbe stare fuori dalla realtà odierna Non è un compito facile il nostro e richiede buon senso ,intelligenza e entusiasmo...
notte

france ha detto...

Grazie Elisa per aver sottolineato l'aspetto del divertimento, entusiasmo, passione dei docenti!

jordan shoes ha detto...
Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.
Anonimo ha detto...

Buon lavoro per tutti voi e buona "ripartenza" !!!
remo