martedì 8 marzo 2011
SLITTARE...OH..OH...
Dedicato a tutte le lettrici e i lettori che amano il divertimento "sostenibile"...con il vento in faccia....
le Dolomiti in fronte...
basta una slitta e un ramo di pino per dirigerla....e tante risate....
lunedì 7 marzo 2011
Nativi digitali...sì...no...forse
Nativi digitali, se ne fa un gran parlare...Esistono? sì, no....forse...
Il termine, coniato nel 2001 da Marc Prensky, definisce in forma metaforica molto efficace chi è nato dentro la tecnologia, differenziandolo dai "migranti digitali" ovvero da chi, nella propria crescita, ha avuto a che fare con modelli e paradigmi culturali completamente diversi.
In questi dieci anni si è cercato di fare chiarezza su queste differenze: i nati con la tecnologia sono stati definiti multitasking, screenagers, iperconnessi, vivono il presente e l'attuale...
Luisanna Fiorini ne dipinge un ritratto completo in questa presentazione: Guardali, hanno le branchie.
Il ritratto è supportato dalle attuali teorie sull'apprendimento: costruttivismo, il socio-costruttivismo la teoria delle intelligenze multiple, il connettivismo...
In pratica l'apprendimento non può essere considerato un fatto individuale determinantesi all'interno della singola persona, ma il risultato di una interazione con gli ambienti e con gli strumenti che la circondano (mediatori che raccolgono in sè la cultura e la tecnologia collettiva), con le relazioni e le regole costruite dalla comunità di riferimento. In questa prospettiva, l'apprendimento diviene un "atto distribuito" che ben si inserisce nelle nuove modalità di approccio dei cosiddetti nativi digitali.
Questa riflessione ha incentivato una continua ricerca di svecchiamento della didattica tradizionale, ha messo in crisi i paradigmi di riferimento di una didattica avulsa dagli strumenti naturalmente utilizzati dagli alunni negli ambienti informali.
E' ancora Luisanna Fiorini a tracciare le linee guida nella formazione degli insegnanti.
Nel frattempo è la Comunità Europea ad inserire la competenza digitale nelle otto competenze chiave per l'apprendimento permanente.
Tutto sembrerebbe concorrere a definire i nostri alunni come "nativi digitali"...
Eh no...non semplifichiamo troppo...leggete questo post di Gianni Marconato che, provocatoriamente annuncia che "Il nativo digitale è uno stereotipo dannoso"
e continua l'approfondimento con "Ci hanno fregati e sono diventati trasparenti"
Anche Pier Cesare Rivoltella si dichiara scettico sulla netta divisione tra nativi e migranti e, richiamando proprio Prensky, propone tre categorie: quella dello smanettone, dello stupido e del saggio digitale.
Anche questa però sembra essere una vera e propria semplificazione: la competenza digitale è competenza complessa fatta di
- smanettamenti (appropriazione della tecnologia),
- di cognizione e metacognizione,
- di partecipazione e
- di rispetto per gli altri e i loro lavori.
Se il primo aspetto della competenza possiamo lasciarlo all'ambiente (nativo), le altre tre dimensioni sono tutte a carico della scuola e, possibilmente, della famiglia.
A questo proposito leggetevi questa bella recensione che Anna Masera fa sull'ultimo saggio di Don Tapscott " Net Generation", dal titolo molto significativo: Sedetevi a tavola con il vostro figlio digitale!
Allora...esistono 'sti nativi digitali???
Aggiornamento: provate a leggere questa riflessione: "Nativi o migranti purchè saggi",
soprattutto la conclusione "Secondo me i nativi digitali esistono, ma hanno un gran bisogno di saggezza e di adulti in grado di parlare (e ascoltare) il loro linguaggio"....condivido...
Aggiornamento: provate a leggere questa riflessione: "Nativi o migranti purchè saggi",
soprattutto la conclusione "Secondo me i nativi digitali esistono, ma hanno un gran bisogno di saggezza e di adulti in grado di parlare (e ascoltare) il loro linguaggio"....condivido...
venerdì 4 marzo 2011
LE MANI IN PASTA.....L'ARGILLA...
Continua, come promesso, la pubblicazione dei laboratori che abbiamo denominato "Le mani in pasta"... Abbiamo già parlato del laboratorio cartapesta, realizzato durante le attività opzionali, che ci ha permesso di costruire insieme, anche con l'uso delle mani, le conoscenze relative agli ambienti montagna e fiume.
Bene, oggi vi propongo un altro laboratorio, proposto dalla mia collega, la splendida maestra Mirta, appassionata ed "esperta" di un altro straordinario materiale naturale, di bassissimo costo e di grandissima utilità, oltrechè di eccezionale effetto gratificante per gli alunni: l'ARGILLA!
La brava Mirta, ha proposto un laboratorio molto completo ed accurato in tutti i passaggi, portando i bambini a scoprire il materiale e ad utilizzarlo secondo le tappe scandite dalla storia.
Per aiutarvi nella comprensione, vista la precisione della mia collega, ho preferito pubblicare l'esperienza attraverso una intervista a Mirta
-Come mai hai pensato di proporre questo laboratorio?
La motivazione del progetto è nata dal bisogno di dare un senso interdisciplinare alle ore destinate agli ARSA (Approfondimento, Recupero e Sviluppo degli Apprendimenti)per coinvolgere gli alunni in un percorso più pratico ,ricco e completo anche di esperienze manipolative.
-Puoi dirci come si è svolta questa proposta?
Il percorso si è completato in tre lezioni per ogni gruppo programmate secondo le seguenti fasi di lavoro:
Prima lezione:
-introduzione storica con riferimento al periodo Neolitico
- riferimento all’elemento FUOCO in quanto fondamentale per la cottura delle ciotole
-Modellazione ad espansione ( è la tecnica più antica ed è simile a quanto fanno i bambini quando giocano con la plastilina: prendono una porzione di argilla e, con il solo uso delle mani e del pollice,modellano la ciotola secondo la forma desiderata. Successivamente decorano la superficie usando materiali naturali quali conchiglie, sassi, cortecce d’albero ecc…come nell’antichità.)
Seconda lezione:
-introduzione storica con riferimento al periodo Neolitico e alla necessità dell’uomo di costruirsi recipienti nei quali conservare cibi e bevande
- riferimento all’elemento TERRA indispensabile sia per la coltivazione che per il recupero della materia prima “l’argilla”
Modellazione con la tecnica a colombino ( è tra le tecniche più antiche di modellazione e consiste nel creare dei piccoli cilindri di argilla che vengono man mano assemblati dopo averli inumiditi, fino ad ottenere il vasetto desiderato. La tecnica a colombino permette ai bambini più abili nella manipolazione di ottenere forme diverse, aperte o chiuse)
Terza lezione:
-introduzione storica con riferimento al periodo delle civiltà della Mesopotamia ed in particolare alle tavolette con scrittura cuneiforme dei Sumeri
-Modellazione a lastre ( si prende un pane d'argilla e se ne tagliano lastre di spessore omogeneo usando un filo o stendendole con un matterello. Successivamente le lastre vengono incise con l’uso di un bastoncino copiando scritture cuneiformi )
-Con quanti bambini hai lavorato?
Abbiamo circa 6o bambini che frequentano le classi quarte così proponendo diverse attività, siamo riusciti a formare quattro gruppi di 15 bambini, i quali frequentano uno stesso laboratorio per 3 volte consecutive. Ecco il motivo della suddivisione del laboratorio in 3 giornate.
-Quale è stata la risposta dei bambini?
Splendida, le immagini lo dimostrano, hanno lavorato mettendo proprio le mani in pasta, modellando, provando, imprimendo, costruendo...sporcandosi...ridendo...
Inoltre, l'apprendimento ne ha positivamente risentito, non solo dei concetti storici...ma anche nella capacità di osservare ciò che li circonda...
A proposito provate a dirmi voi quali artefatti di argilla riuscite ancora a vedere intorno a voi...
domenica 27 febbraio 2011
LA DIDATTICA FACILE???
LA DIDATTICA FACILE CHE HA CANCELLATO LA CAPACITA' DI STUDIARE
Così titolava il 25 febbraio scorso l' articolo di Cesare Segre sul Corriere della Sera, nel dibattito rumoroso seguito all'uscita del nuovo saggio di Paola Mastrocola, "Togliamo il disturbo, saggio sulla libertà di non studiare".
Non ho letto il testo, ho seguito le promozioni della stessa autrice e i diversi interventi degli opinionisti.
In particolare sono rimasta piuttosto impressionata da questo, che vi segnalo, dove l'autore elenca le cause (secondo Mastrocola) della disfatta della scuola...
"Qui interviene la Mastrocola, mostrando come e perché lo studio sia compromesso e svuotato. Il suo bersaglio polemico è la didattica di don Milani e di Gianni Rodari, che comunque diedero un appoggio, autorevolissimo, a tendenze già in atto.
Don Milani predicò contro il babau del nozionismo, svalutando il concetto di nozione come conoscenza, e, in generale, il tipo di conoscenze che sono di solito oggetto di studio. Di qui l' avversione per il sapere letterario (guai al povero Virgilio!) e in particolare linguistico, considerati appannaggio dei ricchi. E anche la valorizzazione del territorio, la chiusura nella provincia e nei lavori contadini: non pensando che questo bloccava qualunque aspirazione al miglioramento mentale, ma anche economico degli scolari.
Gianni Rodari (le cui proposte sono certo suggestive) promuoveva, ma prevalentemente per il primo ciclo scolastico, la trasformazione dell' insegnamento in gioco, la vittoria della fiaba sulla razionalità e sulla storia. L' aula scolastica si trasformava in palcoscenico o in laboratorio, e gli scolari, distolti dallo studio, mettevano allegramente in gara la loro pretesa inventività. Era inevitabile che in questa cultura «facile» fossero affossati gli studi considerati «noiosi», o quelli che sembrassero privi di utilità pratica immediata. "
L'articolo continua
" Qui la Mastrocola mostra bene, con opportuni riferimenti, che si è affermata una nuova pedagogia, che favorisce «la scuola del fare, del saper essere, del saper stare (insieme), dello smanettamento collettivo e dell' invasamento tecnologico, non certo la scuola del sapere, delle nozioni (intese come conoscenze), della letteratura e dello studio astratto, teoretico». Difficile indicare rimedi alla situazione messa in luce dall' autrice. Occorre un nuovo cambio di mentalità, che rimetta al centro dell' insegnamento lo studio, e che annulli l' insensato asservimento del sapere umanistico a quello tecnologico"
Così titolava il 25 febbraio scorso l' articolo di Cesare Segre sul Corriere della Sera, nel dibattito rumoroso seguito all'uscita del nuovo saggio di Paola Mastrocola, "Togliamo il disturbo, saggio sulla libertà di non studiare".
Non ho letto il testo, ho seguito le promozioni della stessa autrice e i diversi interventi degli opinionisti.
In particolare sono rimasta piuttosto impressionata da questo, che vi segnalo, dove l'autore elenca le cause (secondo Mastrocola) della disfatta della scuola...
"Qui interviene la Mastrocola, mostrando come e perché lo studio sia compromesso e svuotato. Il suo bersaglio polemico è la didattica di don Milani e di Gianni Rodari, che comunque diedero un appoggio, autorevolissimo, a tendenze già in atto.
Don Milani predicò contro il babau del nozionismo, svalutando il concetto di nozione come conoscenza, e, in generale, il tipo di conoscenze che sono di solito oggetto di studio. Di qui l' avversione per il sapere letterario (guai al povero Virgilio!) e in particolare linguistico, considerati appannaggio dei ricchi. E anche la valorizzazione del territorio, la chiusura nella provincia e nei lavori contadini: non pensando che questo bloccava qualunque aspirazione al miglioramento mentale, ma anche economico degli scolari.
Gianni Rodari (le cui proposte sono certo suggestive) promuoveva, ma prevalentemente per il primo ciclo scolastico, la trasformazione dell' insegnamento in gioco, la vittoria della fiaba sulla razionalità e sulla storia. L' aula scolastica si trasformava in palcoscenico o in laboratorio, e gli scolari, distolti dallo studio, mettevano allegramente in gara la loro pretesa inventività. Era inevitabile che in questa cultura «facile» fossero affossati gli studi considerati «noiosi», o quelli che sembrassero privi di utilità pratica immediata. "
Aiuto! Ho sbagliato tutto....
Proprio l'altro ieri, per far riflettere (n.d.r. non ripetere!) sulla concordanza semantica nome-aggettivo, mi sono ispirata ad un simpatico racconto di Gianni Rodari (Il cielo è maturo).
I bambini sono riusciti a produrre testi originali, divergenti, coerenti e corretti dal punto di vista ortografico.
I bambini sono riusciti a produrre testi originali, divergenti, coerenti e corretti dal punto di vista ortografico.
E non senza sforzo....ideazione, pianificazione, stesura e revisione sono state le procedure seguite (didattica facile???).
" Qui la Mastrocola mostra bene, con opportuni riferimenti, che si è affermata una nuova pedagogia, che favorisce «la scuola del fare, del saper essere, del saper stare (insieme), dello smanettamento collettivo e dell' invasamento tecnologico, non certo la scuola del sapere, delle nozioni (intese come conoscenze), della letteratura e dello studio astratto, teoretico». Difficile indicare rimedi alla situazione messa in luce dall' autrice. Occorre un nuovo cambio di mentalità, che rimetta al centro dell' insegnamento lo studio, e che annulli l' insensato asservimento del sapere umanistico a quello tecnologico"
Oddio! Non entro nel discorso degli smattenamenti, dell'invasamento tecnologico...
Ma la scuola non dovrebbe avere al centro l'alunno che apprende?
Signora Mastrocola, questo il distruttivo racconto di G. Rodari...avrà fatto tanto male?
Il cielo è maturo
Ragazzi, amate gli aggettivi qualificativi. Non comportatevi come Marco e Mirco, i gemellini terribili, che si fanno beffe di loro.
Ieri, per esempio, essi dovevano assegnare un aggettivo qualificativo a ciascun nome di un lungo elenco.
Sghignazzando e buttandosi l'inchiostro in faccia, i monellacci hanno cominciato a scrivere:
- Il grano è azzurro
- La neve è verde
- L'erba è bianca
- Il lupo è dolce
- Lo zucchero è feroce
- Il cielo è maturo.
A questo punto si è sentito un rumore spaventoso: - Bum! Bang! Squash! Splash! Skrankkkkk!
Che cos'è accaduto? Semplicemente questo: il cielo, sentendo dire che era maturo, si è creduto in dovere di cadere a terra, come una qualunque pera o susina.
La casa è crollata in una nuvola di polvere.
Quanta fatica hanno dovuto fare i pompieri per disseppellire i due gemellini, ricucirli perchè erano ridotti in pezzettini e rimettere il cielo al suo posto, abbastanza in alto perchè ci possano volare le rondini e gli aeroplani.
Gianni Rodari
Ragazzi, amate gli aggettivi qualificativi. Non comportatevi come Marco e Mirco, i gemellini terribili, che si fanno beffe di loro.
Ieri, per esempio, essi dovevano assegnare un aggettivo qualificativo a ciascun nome di un lungo elenco.
Sghignazzando e buttandosi l'inchiostro in faccia, i monellacci hanno cominciato a scrivere:
- Il grano è azzurro
- La neve è verde
- L'erba è bianca
- Il lupo è dolce
- Lo zucchero è feroce
- Il cielo è maturo.
A questo punto si è sentito un rumore spaventoso: - Bum! Bang! Squash! Splash! Skrankkkkk!
Che cos'è accaduto? Semplicemente questo: il cielo, sentendo dire che era maturo, si è creduto in dovere di cadere a terra, come una qualunque pera o susina.
La casa è crollata in una nuvola di polvere.
Quanta fatica hanno dovuto fare i pompieri per disseppellire i due gemellini, ricucirli perchè erano ridotti in pezzettini e rimettere il cielo al suo posto, abbastanza in alto perchè ci possano volare le rondini e gli aeroplani.
Gianni Rodari
mercoledì 2 febbraio 2011
LUNGO IL FIUME E...LUNGO LA STORIA...
Vi ricordate il post "Saliam sulla montagna"? Lì raccontavo un'unità di lavoro dedicata alla conoscenza della montagna, in cui cercavo di coagulare diverse discipline e diversi canali di lettura intorno ad un tema complesso.
Bene, il lavoro è continuato.
Abbiamo cercato di trovare un collegamento tra i diversi ambienti ed in particolare tra LA MONTAGNA e il MARE : IL fiume.
E' stato bello vedere la sorpresa dei bambini nel seguire il corso del fiume, dalla sua sorgente....su su...proprio sotto il ghiacciaio...giù nelle valli alpine, fino in pianura e...finalmente arrivare al mare.
IL FIUME come ANELLO DI CONGIUNZIONE tra MONTAGNA E MARE.
Ambienti così diversi e così interdipendenti!
Naturalmente, anche questa volta, abbiamo usato risorse diverse e "canali diversi" per convogliare le informazioni.
Elenco qui una serie di risorse che il web ci ha messo a disposizione
- Le parole del fiume
- Le parti del fiume
- Le acque e il fiume
- Acque interne
- Le acque superficiali: i fiumi
Alcune di queste risorse sono state messe a disposizione da meravigliose/i colleghe/i e studenti della scuola Primaria e di altri ordini che ringrazio.
Ci siamo poi dedicati alle acque della nostra regione, con le foto dei nostri fiumi e laghi (fornite dai genitori e reperite sul web) abbiamo costruito la mappa idrografica su Google-maps (attività che troviamo integrata nella nostra piattaforma Moodle, ma che si potrebbe tranquillamente realizzare con Google-maps
E poi via...con la parte realizzativa, le foto, le descrizioni, le schede su cui abbiamo approfondito la conoscenza, si sono concretizzate in disegni e...la continuazione anche fisica, del plastico realizzato per la montagna.
La cartapesta, un materiale davvero povero e davvero straordinario, plastico, facile, economico, ecologico...nel senso del ri-utilizzo...
La cartapesta per costruire la pianura in cui far scorrere il nostro fiume, tra affluenti, anse e meandri, immissari ed emissari, campi coltivati e...finalmente il delta per entrare nel mare...
E' un tappeto di colori, di mani che lavorano, modellano, dipingono ed infine.....collocano i cartellini con la corretta nomenclatura.
Una bella soddisfazione, tanto entusiasmo, collaborazione, costruzione.....
Nel frattempo affrontiamo la vita intorno ai fiumi, a partire dalle PRIME CIVILTA'
E qui elenco solo le risorse più importanti che abbiamo utilizzato
- L'agricoltura e le civiltà dei fiumi
- lo stupendo MUSEO VIRTUALE DELL'IRAQ
- La Mesopotamia oggi e ieri
- I Sumeri
- una visita al BRITISH MUSEUM
domenica 30 gennaio 2011
...SOGNANDO una valutazione a misura di studente...
Ho già avuto modo di parlare del sistema di valutazione in Finalndia, ma stasera, alla viglia degli scrutini e sollecitata dal commento di Elisa al precedente post, mi sono imbattuta in una bella intervista fatta da Jeanne Claire Fumet a Claude Antilla, una docente francese, distaccata dal Ministero, che ha insegnato per 35 anni in Finlandia, per il Cafè Pédagogique, nel corso del dibattito sulla valutazione che si sta tenendo in Francia.
Scrive Jeanne Claire Fumet che ha intervistato Claude Antilla:
Bisogna considerare un insieme di cose: la valutazione e i programmi sono pensati in modo diverso rispetto alla Francia. Non c’è valutazione degli alunni prima che compiano 10 anni e si ricorre molto all’autovalutazione. Dopo, i voti vanno dal 4 (insufficiente) al 10. Ma non si lasciano indietro i bambini che hanno preso 4: si fa di tutto per aiutarli a migliorare. E alla fine tutti arrivano alla sufficienza! In realtà non si valuta la performance scolastica, ma piuttosto il grado globale di riuscita, tenendo conto sia delle capacità sia dell’impegno di ciascun bambino. E a volte si trovano soluzioni impreviste: così per esempio si è utilizzata la tecnologia digitale per aiutare i maschi che sono più in difficoltà delle femmine, e si sono ottenuti buoni risultati. Oggi sono le bambine ad essere più indietro dei maschi, perché hanno più difficoltà a familiarizzare con questi strumenti che a loro sono meno congeniali che ai maschi.
Contenuti e metodi sono molto liberi perché non c’è una valutazione nazionale. Ma per la licenza dell’obbligo, l’alunno deve raggiungere un livello medio in tutte le discipline, che sono varie e molteplici, affinché ciascuno possa trovare quelle che gli sono congeniali. I programmi sono meno rigidi: si attribuisce una quota oraria a ogni materia e degli obiettivi di apprendimento. Si definiscono le competenze e il saper fare che devono essere acquisiti, senza dettagliare i contenuti. Questo quadro di riferimento è oggetto di consultazione molto frequente soprattutto da parte delle équipe comunali, che in genere sono insegnanti messi a disposizione per redigere i contenuti, poi ciascun gruppo di insegnanti l’affina in funzione della propria popolazione scolastica. E’ una gestione molto decentralizzata.
Credetemi, non sono sogni....ma tutto questo succede davvero....io ci sono stata!
Potete leggere tutta l'intervista, con altri spunti per riflettere, qui
Aggiornamento del post : Palmy nei commenti ha fatto riferimento alla valutazione "migliorativa" prevista dalla Montessori e dal suo metodo. Le ho chiesto di mandarmi degli approfondimenti che aggiungo qui...
"Nell’attività di verifica e valutazione dell'alunno, consideriamo i seguenti aspetti:
Può essere utile l’adozione di griglie di osservazione, le quali, partendo dall’anamnesi personale e socio-familiare del bambino, diventino una guida di rilevazione, descrizione e interpretazione del processo evolutivo, psicologico e culturale, di ciascun bambino. Ciò darà luogo in pratica a quel diario psicologico o a quella carta biografica che la Montessori propose a suo tempo, purtroppo inutilmente, considerato che ancora oggi la verifica e la valutazione sono centrate in modo assoluto sul risultato-prodotto e non sul soggetto-produttore, valorizzando in modo esclusivo la dimensione ricettiva ed apprenditiva della personalità infantile."
Grazie Palmy!
“Con il suo tasso di riuscita del 99,7%, il modello finlandese di scuola obbligatoria ha dei buoni motivi per fare sognare. E’ difficile quindi non cercare di trovare in questa scuola qualche spunto che ci aiuti a combattere la selezione e i fallimenti del nostro sistema scolastico”.
(e questo vale anche per la situazione italiana)
Ecco quanto dice Claude Antilla:
Valutazione ponderata e programmi flessibili
Tutto questo è sufficiente per garantire il successo a tutti?
Contenuti e metodi sono molto liberi perché non c’è una valutazione nazionale. Ma per la licenza dell’obbligo, l’alunno deve raggiungere un livello medio in tutte le discipline, che sono varie e molteplici, affinché ciascuno possa trovare quelle che gli sono congeniali. I programmi sono meno rigidi: si attribuisce una quota oraria a ogni materia e degli obiettivi di apprendimento. Si definiscono le competenze e il saper fare che devono essere acquisiti, senza dettagliare i contenuti. Questo quadro di riferimento è oggetto di consultazione molto frequente soprattutto da parte delle équipe comunali, che in genere sono insegnanti messi a disposizione per redigere i contenuti, poi ciascun gruppo di insegnanti l’affina in funzione della propria popolazione scolastica. E’ una gestione molto decentralizzata.
Credetemi, non sono sogni....ma tutto questo succede davvero....io ci sono stata!
Potete leggere tutta l'intervista, con altri spunti per riflettere, qui
Aggiornamento del post : Palmy nei commenti ha fatto riferimento alla valutazione "migliorativa" prevista dalla Montessori e dal suo metodo. Le ho chiesto di mandarmi degli approfondimenti che aggiungo qui...
"Nell’attività di verifica e valutazione dell'alunno, consideriamo i seguenti aspetti:
- capacità di scegliere autonomamente una attività;
- tempo di concentrazione;
- ripetizione dell’esercizio;
- capacità di svolgere organicamente l’attività;
- capacità di portare a termine in modo autonomo il lavoro intrapreso;
- livello di autostima;
- rapporto con gli altri;
- rispetto delle regole;
- disponibilità e partecipazione.
Può essere utile l’adozione di griglie di osservazione, le quali, partendo dall’anamnesi personale e socio-familiare del bambino, diventino una guida di rilevazione, descrizione e interpretazione del processo evolutivo, psicologico e culturale, di ciascun bambino. Ciò darà luogo in pratica a quel diario psicologico o a quella carta biografica che la Montessori propose a suo tempo, purtroppo inutilmente, considerato che ancora oggi la verifica e la valutazione sono centrate in modo assoluto sul risultato-prodotto e non sul soggetto-produttore, valorizzando in modo esclusivo la dimensione ricettiva ed apprenditiva della personalità infantile."
Grazie Palmy!
sabato 29 gennaio 2011
venerdì 28 gennaio 2011
LIM...MEMORIA
Non riesco a non condividere....il primo lavoro con la LIM in classe....
Proprio nella giornata della MEMORIA...la tecnologia ci aiuta, ci emoziona, ci pone domande ...con un delicato quanto tragico cartone animato che avevo segnalato già qui
Lo guardiamo, smatteniamo....poi, spontaneamente i bambin lasciano i loro segni...eccoli...
Semplicemente....per non dimenticare...
Proprio nella giornata della MEMORIA...la tecnologia ci aiuta, ci emoziona, ci pone domande ...con un delicato quanto tragico cartone animato che avevo segnalato già qui
Lo guardiamo, smatteniamo....poi, spontaneamente i bambin lasciano i loro segni...eccoli...
Semplicemente....per non dimenticare...
giovedì 27 gennaio 2011
UN CARTOON SULLA SHOAH
Oggi, al Quirinale,Giorgio Napolitano, ha premiato un cartone animato sulla Shoah, realizzato dagli alunni delle classi IV A/B del III circolo didattico “G. Mazzini” di Bari
Il racconto, “Franco S.”, narra la storia di un giovane di Ferrara di 16 anni, deportato a Fossoli e poi a Buchenwald. Dopo il lavoro di ricerca storica, i bambini hanno creato un diario, disegnato tutte le scene e inserito nell’album foto, immagini e documenti, hanno animato i personaggi con il programma digitale 'I cartoon' e dato voce ai protagonisti, con dialoghi scritti da loro.
Complimenti ai bambini e ai loro insegnanti, che hanno saputo realizzare un prodotto che attraverso la narrazione digitale raggiunge la mente e il cuore.
Click sull'immagine per visionare il video
Il racconto, “Franco S.”, narra la storia di un giovane di Ferrara di 16 anni, deportato a Fossoli e poi a Buchenwald. Dopo il lavoro di ricerca storica, i bambini hanno creato un diario, disegnato tutte le scene e inserito nell’album foto, immagini e documenti, hanno animato i personaggi con il programma digitale 'I cartoon' e dato voce ai protagonisti, con dialoghi scritti da loro.
Complimenti ai bambini e ai loro insegnanti, che hanno saputo realizzare un prodotto che attraverso la narrazione digitale raggiunge la mente e il cuore.
domenica 23 gennaio 2011
sabato 22 gennaio 2011
ATTIVI MAESTRI

ATTIVI MAESTRI, incoraggiante articolo su Nova 24 del 20 gennaio 2010Sottotitolo: I professori imparano a insegnare in digitale"
L'articolo è scritto da Francesco Butturini ,preside del liceo classico Maffei di Verona e coordinatore del progetto "Didattica della comunicazione didattica".
E' una bella riflessione, un excursus sulla didattica multimediale dagli esordi rappresentati da integrazioni di voce, immagini da stampa e musica registrata, agli strumenti tecnici aggiunti via via, fino alla integrazione con il linguaggio digitale e la cosiddetta "convergenza digitale" resa possibile dalla Rete e dal web 2.0.
E' proprio Butturini che racconta l'evoluzione del progetto: una prima fase si è conclusa da poco e per la quale saranno presto pubblicati i materiali, una seconda fase si sta strutturando in una rete di scuole in cui si realizza la dimensione multimediale che richiede interattività e partecipazione di tutte le componenti, rete che sta evolvendo in un Piano Nazionale, con un titolo che ne indica la forza e la caratteristica pedagogica «Logos - Didattica della comunicazione didattica» pronto per formare i prossimi tirocinanti, i docenti neoassunti e i docenti in servizio.
Intanto, alle pag 11, 12, 13 belle esperienze di una scuola che rinasce dal basso con storie di chi prova a rigenerare la scuola di ogni giorno…una ricca rassegna di buone pratiche che incoraggiano a pensare ad un progetto più ampio…
Vi linko qui le varie schede, tutte da leggere...
- Brindisi: I testi scolastici si scrivono in aula
- Verona: Due insegnanti per una cattedra (le lezioni si intrecciano)
- Udine: L'inglese è un amico su Facebook
- Salerno: Gli alunni insegnano ai nuovi arrivati (scambiarsi i ruoli)
- Ancona: recitando si impara il greco e non solo
- Modena: Qui la lavagna non ha più confini (uso didattico della LIM)
- Torino: La televisione è un libro animato (mettere le mani dentro lo strumento)
- Olbia: Il cinema in classe cambia la didattica
Una bella panoramica, una mappa costruita raccogliendo le esperienze più significative del progetto, progetto che coniuga nuove tecnologie, nuove possibilità con antichi linguaggi, narrativa, cinema, televisione, teatro.....la multimedialità che raggiunge le diverse intelligenze, la multimedialità resa più easy proprio dalle Tic.
Ecco che ancora una volta sono i nuovi strumenti che aiutano a realizzare sogni antichi...
Le immagini sono state riprese dalla pagina di Nova24.
giovedì 20 gennaio 2011
TRA mouse, ipad...e scarpe da allacciare...
Come se la cavano i nostri piccoli nativi con le nuove tecnologie? e con quelle vecchie?
L'indagine dell'Avg cerca di fare il punto della situazione, che viene riportata oggi sul Corriere.it
"INDAGINE - In particolare, sono state interpellate 2.200 mamme dei Paesi più sviluppati, tra cui l'Italia, con figli in età compresa tra 2 e 5 anni. Alle donne è stato chiesto di rispondere a un questionario sulle abilità dei loro bambini. I quali, nel 58% dei casi sanno giocare a un videogame di livello base contro il 52% di quanti hanno già imparato ad andare in bicicletta. Dopo la capacità di completare un puzzle, riscontrata nel 77% dei casi, l'abilità più diffusa tra i piccoli è l'uso del mouse, e quindi la padronanza di movimento all'interno di un ambiente virtuale: lo fa il 69%, mentre il 63% sa accendere e spegnere un pc. Se però chiedete a un bambino di quell'età qual è il suo indirizzo di casa, solo il 37% vi risponderà correttamente mentre il 20% è in grado di nuotare senza assistenza. Meno di quanti siano in grado di usare il cellulare per fare una chiamata (il 28%) o di quelli capaci di lanciare un programma di navigazione web e accedere a Internet (il 25%). Se il 19% riesce a giocare con un'applicazione su dispositivi touch come tablet e smartphone, appena l'11% sa già allacciarsi le scarpe, percentuale che sale al 14% se si guarda alla fascia di età tra i 4 e i 5 anni, quella che precede immediatamente l'ingresso alla scuola primaria."
L'articolo conclude saggiamente:
"Quello che l'indagine non dice è se e come la padronanza precoce delle abilità digitali influisca sull'apprendimento di quelle pratiche da parte di questi bambini ma questo si potrà capire tra qualche anno. Ai genitori, come sempre, spetta il compito di stare accanto ai propri figli, insegnando loro a muoversi nel mondo reale, oltre che in quello digitale. Altrimenti, il rischio è che vadano su YouTube per vedere come devono fare per allacciarsi le scarpe."
L'indagine dell'Avg cerca di fare il punto della situazione, che viene riportata oggi sul Corriere.it
"INDAGINE - In particolare, sono state interpellate 2.200 mamme dei Paesi più sviluppati, tra cui l'Italia, con figli in età compresa tra 2 e 5 anni. Alle donne è stato chiesto di rispondere a un questionario sulle abilità dei loro bambini. I quali, nel 58% dei casi sanno giocare a un videogame di livello base contro il 52% di quanti hanno già imparato ad andare in bicicletta. Dopo la capacità di completare un puzzle, riscontrata nel 77% dei casi, l'abilità più diffusa tra i piccoli è l'uso del mouse, e quindi la padronanza di movimento all'interno di un ambiente virtuale: lo fa il 69%, mentre il 63% sa accendere e spegnere un pc. Se però chiedete a un bambino di quell'età qual è il suo indirizzo di casa, solo il 37% vi risponderà correttamente mentre il 20% è in grado di nuotare senza assistenza. Meno di quanti siano in grado di usare il cellulare per fare una chiamata (il 28%) o di quelli capaci di lanciare un programma di navigazione web e accedere a Internet (il 25%). Se il 19% riesce a giocare con un'applicazione su dispositivi touch come tablet e smartphone, appena l'11% sa già allacciarsi le scarpe, percentuale che sale al 14% se si guarda alla fascia di età tra i 4 e i 5 anni, quella che precede immediatamente l'ingresso alla scuola primaria."
L'articolo conclude saggiamente:
"Quello che l'indagine non dice è se e come la padronanza precoce delle abilità digitali influisca sull'apprendimento di quelle pratiche da parte di questi bambini ma questo si potrà capire tra qualche anno. Ai genitori, come sempre, spetta il compito di stare accanto ai propri figli, insegnando loro a muoversi nel mondo reale, oltre che in quello digitale. Altrimenti, il rischio è che vadano su YouTube per vedere come devono fare per allacciarsi le scarpe."
sabato 8 gennaio 2011
Te lo spiego io come funziona l'ipad...
NEL REGNO DEI NATIVI DIGITALI :"Addio al vecchio sapere lineare fondato sulla parola scritta e sulla trasmissione di conoscenza maestro-alunno: imparare oggi ha la forma di un suk arabo nell'ora di punta. Tra social network, video-racconti su YouTube, la musica di MySpace, il linguaggio sincopato delle chat e le bufale online, gli studenti di nuova generazione hanno bisogno di una bussola per orientarsi. Ma la scuola non c'è. O meglio, non ce la fa: a studenti 2.0 corrispondono spesso istituti scolastici da secolo scorso. "
E' l'inizio dell'articolo di Serena Danna, comparso sul Sole 24 domenica 2 gennaio che ben fotografa la situazione dei nuovi "utenti" della scuola italiana, che li accoglie in ambienti chiusi alle nuove istanze e poco disponibili al cambiamento.
La giornalista, supportata da fonti autorevoli, conduce un'analisi sui diversi aspetti connessi alla questione:
Anche nella mia classe c'è un bambino che ogni tanto mi dice "Maestra, l'anno prossimo ci prendiamo un ipad per ciascuno?"
Magari....
intanto al ritorno dalle vacanze mi sa che troveremo qualcosa appeso al muro....ma questo ve lo racconterò lunedì...
E' l'inizio dell'articolo di Serena Danna, comparso sul Sole 24 domenica 2 gennaio che ben fotografa la situazione dei nuovi "utenti" della scuola italiana, che li accoglie in ambienti chiusi alle nuove istanze e poco disponibili al cambiamento.
La giornalista, supportata da fonti autorevoli, conduce un'analisi sui diversi aspetti connessi alla questione:
- nativi digitali portatori di una nuova "cultura partecipativa"
- cambiamento di ruolo del docente, non più trasmettitore di informazioni, ma "facilitatore di apprendimenti"
- apprendimento attraverso risoluzione attiva di problemi
- Internet come fonte "l'ha detto Internet", che pone grandi sfide per gli educatori del XXI secolo
- una panoramica sui progetti innovativi in America, in Europa, e...con gran fatica anche in Italia...
Anche nella mia classe c'è un bambino che ogni tanto mi dice "Maestra, l'anno prossimo ci prendiamo un ipad per ciascuno?"
Magari....
intanto al ritorno dalle vacanze mi sa che troveremo qualcosa appeso al muro....ma questo ve lo racconterò lunedì...
martedì 4 gennaio 2011
E come Eclissi solare...E come emozione...
Stamattina sveglia anticipata per non perdersi l'emozione profonda che sempre ci pervade quando la natura ci sorprende con questi eventi inconsueti...
Emozione che si mescola ad uno strano timore...sarà vedere la nostra stella adombrarsi...sarà la luce squillante del mattino che si ammanta di grigio rendendo ancor più freddo ciò che ci circonda...sarà, ma intanto il fenomeno inizia!
Accidenti, c'è una discreta velatura e forse non si vedrà interamente, guardo, scruto...mi accorgo che gli occhi...
Ricordo all'improvviso di aver conservato gli occhialini protettivi acquistati per l'eclissi totale del 1999, rovisto nel cassetto ed eccoli...li inforco e mi accorgo di quanto mi permettano di seguire il tutto.
Ma voglio anche documentare, per mostrare il tutto ai bambini al mio ritorno a scuola, allora penso (bene) di porre la lente oscurata dell'occhiale davanti all'obbiettivo..ecco una delle mie foto! Niente di eccezionale...ma permette di comprendere cosa sia successo ed inoltre... trattiene tutta la mia EMOZIONE!
Emozione che si mescola ad uno strano timore...sarà vedere la nostra stella adombrarsi...sarà la luce squillante del mattino che si ammanta di grigio rendendo ancor più freddo ciò che ci circonda...sarà, ma intanto il fenomeno inizia!
Accidenti, c'è una discreta velatura e forse non si vedrà interamente, guardo, scruto...mi accorgo che gli occhi...
Ricordo all'improvviso di aver conservato gli occhialini protettivi acquistati per l'eclissi totale del 1999, rovisto nel cassetto ed eccoli...li inforco e mi accorgo di quanto mi permettano di seguire il tutto.
Ma voglio anche documentare, per mostrare il tutto ai bambini al mio ritorno a scuola, allora penso (bene) di porre la lente oscurata dell'occhiale davanti all'obbiettivo..ecco una delle mie foto! Niente di eccezionale...ma permette di comprendere cosa sia successo ed inoltre... trattiene tutta la mia EMOZIONE!
Girando per il web mi accorgo che il Museo di Scienze Naturali di Trento, ha ripreso in modo impeccabile l'evento, in tutte le sue fasi, e lo ha condiviso in FACEBOOK.
Ecco una foto più autorevole....
Un'altra raccolta di foto documentali la trovate nella pagina Facebook del MINISTERO DEI BENI E ATTIVITA' CULTURALI , da cui ho tratto questa.. poetica
e questa frase-commento della scuola dell'Infanzia di Villachiara:
"Il Sole che si traveste da luna"
venerdì 24 dicembre 2010
UN PRESEPE DI CARTONE...ma con tanto cuore...
Ecco i nostri AUGURI DI NATALE...un presepe, un presepe da niente, un presepe di cartone fatto tutto dai bambini, con forbici, colla, cartone, matite e tempere....interpretato da loro attraverso la scelta di poesie semplici e più elaborate...
Ma non solo, prendetevi il tempo di guardarlo fino in fondo, il presepe di cartone è anche una proposta di un presepe interculturale: canzoni e tradizioni natalizie testimoniate dalle mamme che sono venute a scuola per cantare le canzoni dei loro paesi d'origine e raccontarci le loro tradizioni...
E' stato un modo per conoscersi maggiormente, per comprendere che IN TUTTO IL MONDO è NATALE, al di là della lingua, della geografia, del clima...
Pensate che in Sri-Lanka a Natale arrivano le farfalle più belle...
mercoledì 22 dicembre 2010
DOPO IL SOLSTIZIO....LA LUCE RITORNA
Solstizio d'inverno…
L'oscurità all'apice, la natura rimane immobile, quasi sospesa nel suo respiro vitale, sembra attendere il ritorno della luce…che pian piano risale la china.
Solstizio, Natale, il ritorno della luce, la rinascita….
C'è un posto in cui tutto questo sembra prendere forma...una piccola città che sembra resistere al fluire del tempo, in cui ci si avvia al Natale vivendo ancora i vecchi riti, i vecchi mercati invernali alla luce delle lanterne e dei lumini...
Vi auguro una "Buona emozione"...
mercoledì 15 dicembre 2010
SALIAM...SULLA MONTAGNA...
Saliam sulla montagna....ecco il titolo della nostra ultima unità di lavoro che ci ha coinvolti nello studio del nostro ambiente più vicino, ma non per questo conosciuto...
La montagna è stata vista con molti occhi e costruita con molti strumenti...
Ci siamo avvicinati pian piano...osservando quella che ci sta vicino, fotografandola,sezionandola nella sua vegetazione, nella sua costituzione.
Ma abbiamo avuto voglia di approfondire, di capire di più ed ecco allora che abbiamo utilizzato delle risorse on line
Come si sono formate le montagne? Queste due animazioni ci hanno aiutato a capirlo...
Le montagne vivono, cambiano, si modificano, si sgretolano...guarda qui...
Salire in alto, cosa cambia? Flora e fauna della montagna e fasce altimetriche, una risorsa da leggere e da mappare in piccoli gruppi e una risorsa on line della Scuola Cavasso, che ci ha permesso di visualizzare le piante e gli animali.
Un altro sito importante e divertente per poter utilizzare anche il senso dell'udito:
Gli animali della montagna, con schede informative semplici, fruibili e i versi degli animali!
Ma non solo risorse on line...abbiamo portato a scuola libri e quanto potesse essere utile per disegnare flora e fauna delle diverse fasce altimetriche! e intanto la montagna cresceva e si popolava!!!
E...nel frattempo... una guida...anzi due guide eccezionali ci hanno portati in giro per i boschi per incontrare gli animali e raccontarli nelle loro vicissitudine e nelle loro abitudini...
Ah, dimenticavo: le guide erano niente meno che....Mario Rigoni Stern che ci ha offerto pagine davvero intense di vita nel bosco in "Uomini, boschi e api" e Ezio Francheschini con le sue avventure narrate ne "La valle più bella del mondo"...
Ma non ci siamo fermati qui, abbiamo voluto conoscere alcuni degli animali della montagna, vederli nel loro ambiente durante lo scorrere dell'anno e nel mutare della stagione....ci hanno accompagnati in questo viaggio una meravigliosa bambina e una tenera volpe....
Abbiamo potuto riflettere anche sul corretto rapporto con gli animali: AMARE NON E' POSSEDERE!
E ancora...gruppi opzionali di laboratorio con la cartapesta ci hanno permesso di costruirla la nostra montagna, scavarla, innalzarla, formare dighe, individuare valichi, versanti, vette, fondovalle.....
Insomma ci siamo impossessati anche della nomenclatura relativa...
Per fare questo lavoro, oltre alle risorse multimediali segnalate abbiamo attinto anche a quelle condivise, nel blog La Maestra vi saluta che ringrazio molto!
Aggiornamento: Posto qui un breve stralcio dell'introduzione al testo di Mario Rigoni Stern, scritta proprio dall'Autore...
"Vorrei che tutti potessero ascoltare il canto delle coturnici al sorgere del sole, vedere i caprioli sui pascoli in primavera, i larici arrossati dall'autunno sui cigli delle rocce, il guizzare dei pesci tra le acque chiare dei torrenti e le api raccogliere il nettare dai ciliegi in fiore. In questi racconti scrivo di luoghi paesani, di ambienti naturali ancora vivibili, di quei meravigliosi insetti sociali che sono le api, ma anche di lavori antichi che lentamente e inesorabilmente stanno scomparendo. Almeno qui, nel mondo occidentale. Nella prima parte leggerete ricordi di tempi assai tristi, quando, da giovani ci trovammo coinvolti in quella che dalla storia viene definita Seconda guerra mondiale. Leggendo più avanti troverete anche storie di animali selvatici e di uomini che vivevano e qualcuno ancora vive in un ambiente sempre più difficile da conservare. I miei brevi racconti non parlano di primavere silenziose, di alberi rinsecchiti, di morte per cancro, ma di cose che ancora si possono godere purché si abbia desiderio di vita, volontà di camminare e pazienza di osservare".
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domenica 5 dicembre 2010
5 dicembre: arriva San Nicolò con i Krampus
Chi sono questi esseri spaventevoli???
Sono gli scatenati Krampus, uomini-caproni molto inquietanti che, la sera del 5 dicembre, si aggirano per le strade alla ricerca dei bambini "cattivi". Le loro facce sono coperte da maschere diaboliche e paurose; i loro abiti sono laceri, sporchi e consunti. I Krampus quando vagano per le vie dei paesi provocano rumori ottenuti da campanacci o corni...
Accompagnano il santo più dolce che ci sia: San Nicolò che in questa serata distribuisce doni e dolci a tutti i bambini buoni.
Ma non temete....guardate...non sono poi così cattivi...almeno non lo erano questa mattina...
giovedì 2 dicembre 2010
Emozioni d'autunno...
Finalmente posso condividere il lavoro che io e i miei alunni abbiamo prodotto in questo periodo...
Abbiamo coniugato in un testo multimediale diversi momenti di percezione e interpretazione creativa della realtà che li circonda.
Il primo passo ha riguardato appunto lo stimolo all'osservazione: educare i bambini alla percezione degli input visivi che la natura offre loro in autunno, attraverso l'occhio della macchina fotografica che li obbliga a guardare con attenzione e con uno scopo predifinito.
L'osservazione sul campo, la possibilità di rivedere l'esperienza, di riflessione, di immaginazione, ha portato alla espressione attraverso il linguaggio poetico: le immagini autunnali fissatepre cedentemente sono state associate ad altre immagini...metafore, similitudini, paragoni, suoni onomatopeici sono stati fissati sulle pagine dei quaderni e rielaborati da piccoli gruppi in autentiche poesie....le loro poesie!
Successivamente è stato interessante confrontare i loro testi con testi d'autore....trovare analogie e differenze....
Abbiamo recuperato anche l'abilità di memorizzazione: imparare le poesie per recitarle. Audacity, il software free di registrazione, ci ha aiutati a fissare le voci. L'espressione è migliorata grazie allo scopo: recitare per inserire la propria voce in un lavoro collettivo...
In un'altra fase abbiamo montato tutto usando i-Movie, un altro software di facile utilizzo, in cui si possono combinare le fotografie, le tracce registrate e una base sonora (non poteva che essere Vivaldi-l'Autunno).
Sono poi bastati alcuni titoli...gli ultimi ritocchi...ed ecco il risultato!
I bambini oggi hanno voluto sentirsi e risentirsi....erano davvero soddisfatti....io pure!
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