mercoledì 8 settembre 2010

SI RIPARTE...come monaci e guerrieri...

Ci siamo.
Domani si riparte.
Tra lamentele, denunce, sottolineature sacrosante.
Ma anche tra sollecitazioni e incitazioni che ci sostengono, ci danno la forza di continuare, di lottare e di batterci per praticare al meglio il nostro lavoro.
Io voglio proporvi un accorato appello di Davide Rondoni, apparso sulla Domenica 24 del 5 settembre. Rivolto agli insegnanti sull'uso della letteratura fatto nella nostra scuola.

"Più che una lettera questa è una supplica.....Vi dico: siete dei monaci e dei guerrieri. Mal pagati. Messi a lavorare talvolta in condizioni spaventose. tra editore, e spesso, dirigenti che non capiscono niente di tutto questo. In ambiti dove tutto sembra concorrere a mortificare la vita e dunque anche la lingua. Tra burocrazia, pruriti che sembrano pestilenze e sciabordio morto dell'abitudine....Ma il monaco e il guerriero abitano la difficoltà. Non fanno solo un mestiere. Ne fanno centomila per l'esito della buona battaglia.... Non è questione di soldi...Il fatto è che siete lì, in questa specie di trincea...E' nelle vostre mani -nelle vostre più che in altre- la responsanilità di non far morire il dolce suono della nostra lingua italiana. Viviamo in un epoca di parole spente...lettura in cui non c'è vita...dove non si chiede niente a chi legge...
Lasciate perdere i programmi, le scadenze, i disegni analitico-storici. Fateli per quel minimo indispensabile...Alzatevi in piedi piuttosto, leggete...Fate come avete visto fare...
Fate così, come i monaci e i guerrieri."

E' una lettera aperta ai Professori di Lettere, ma credo si possa estendere a tutti gli insegnanti, in ogni ordine di scuola...
Auguriamoci allora di saper usare parole vive, che sappiano comprendere, accarezzare, emozionare, stimolare, motivare, appassionare.....far vivere...

1 commento:

la maestra mpm ha detto...

... e come non condividere queste parole. Anche noi ci siamo rimboccate le maniche, con meno insegnanti, meno collaboratori ed una preside reggente... perchè nella scuola crediamo ancora, nonostante tutto.
Buon anno scolastico
maria pia