giovedì 9 giugno 2011

Il Trentino dalla a alla z...



Ecco il lavoro che abbiamo terminato oggi sulla nostra regione.
Quello che vedete è il risultato di un lavoro che ha seguito varie tappe. Innanzitutto abbiamo cercato di fare una sintesi rispetto alle conoscenze acquisite sulla nostra regione ed abbiamo deciso di elencarle seguendo il criterio alfabetico.
Come vedete il criterio permette di costruire una "geografia umana" che si interessa di ambiente, di risorse,  ma anche di strutture costruite dall'uomo, di abitudini e modi di vita....insomma di uomo che conosce e vive nel proprio ambiente.

Successivamente i ragazzi si sono distribuiti i compiti ed hanno realizzato i disegni...e che disegni! Curati e precisi nell'uso degli strumenti, efficaci nella comunicazione e nell'espressività.

Quindi, in un wiki, si sono costruiti i testi da affiancare ai disegni.

Anche qui abbiamo cercato di integrare la didattica in aula, con gli strumenti tradizionali, con quella supportata dalla tecnologia e dalle nuove modalità di condivisione.



mercoledì 1 giugno 2011

sabato 28 maggio 2011

Usare i video per reinventare la didattica/2

Mentre scrivevo il post  precedente mi è capitato di fare un giro per le strade "amiche" e , serendipicamente, mi sono imbattuta in un argomento di rinforzo, postato dalla bravissima e carissima Annarita.
Di che cosa parla? Ma naturalmente di video...Annarita ci presenta  OVO una  Video enciclopedia online della Conoscenza
Si legge nella presentazione, sul sito ufficiale:

"OVO è un'enciclopedia video, una library che si compone di migliaia di documentari della durata di circa 3 minuti ciascuno. I video di OVO offrono un'esperienza di grande impatto visivo. I testi dei video sono basati sui lemmi presenti nell'Enciclopedia Treccani e approvati dall'Istituto stesso. La library, disponibile su www.ovo.com, è in continua espansione e in costante aggiornamento. Presto arriverà a coprire tutto ciò che di rilevante bisogna conoscere per poter leggere il mondo, la sua storia e la sua attualità".


Nella video presentazione, Andrea Pezzi, founder e partner di OVO, afferma: "OVO nasce dalla volontà di trasformare la parola scritta in immagini in movimento. OVO è una video library un po' come l'Universo; una video library in continua espansione".



OVO si suddivide in tre famiglie o categorie tematiche:

- OVObio riguarda le biografie degli uomini e delle done che hanno fatto la Storia;

- OVOpedia si riferisce alla vastità enciclopedica del sapere umano,
dalle scoperte scientifiche all'anatomia, all'arte, lo sport, la botanica, gli eventi storici e molto altro ancora;

- OVOpolis comprende tutto ciò che è necessario conoscere per comprendere le strutture che l'uomo ha costruito per gestire le sue relazioni, quindi l'economia, la legge, le organizzazioni e la politica. 

Fare scuola con i video...la rete ci aiuta!

Usare i video per reinventare la didattica/1

Due segnalazioni per questa tematica così attuale e così importante: usare i video nella didattica.
Non è una novità, ma è fondamentale avere chiare le motivazioni di questa rivoluzione della didattica.
Le risorse multimediali, si sa, mettono a disposizioni stimoli visivi ed uditivi che utilizzano canali diversi per fissarsi nella memoria a breve termine. In questo percorso per strade diverse, gli stimoli non si sovrappongono e non creano "carico cognitivo",  ma si rafforzano a vicenda, dando consistenza alla rappresentazione mentale. Ecco spiegato in modo molto semplice, l'efficacia  del video rispetto al libro (figure e parole=stimoli visivi) o della lezione frontale (solo voce), ma non basta...il video, solitamente, è strutturato attraverso un racconto...e ciò conferisce una sfumatura informale alla lezione (che influisce positivamente sull'efficacia), è sottolineato da una colonna sonora e da immagini esemplificative (emozione)...
Inoltre, un video può essere visto e visto, fermato, riportato su un determinato punto...analizzato...insomma diventa interattivo!


Tutto questo vi verrà spiegato in maniera esaustiva ed accattivante da Salman Kahn, in questo video, sottotitolato in italiano, in cui viene esplicitato il valore educativo-didattico dei video utilizzati nella didattica, che permettono agli studenti di interagire con la lezione, si fermarsi, tornare indietro, stare in pausa, continuare...insomma "autoregolare il proprio apprendimento".

Salman Khan parla del come e del perché ha creato la straordinaria Khan Academy, una serie di video educativi attentamente strutturati che offrono corsi completi di matematica e, adesso, di altre materie. Mostra il potere degli esercizi interattivi, e chiede agli insegnanti di considerare di accantonare il tradizionale copione scolastico -- dare agli studenti video lezioni da guardare a casa, e fare "i compiti" in classe con gli insegnanti che sono disponibili per offrire aiuto.

Qui potete accedere alla trascrizione di tutto l'intervento






Dal commento di Annarita aggiungo:"Il video nella didattica introduce l’opportunità di collegare fra loro non più e non solo blocchi di parole, ma immagini in movimento, creando la possibilità di ampliare e approfondire il significato intrinseco ad oggetti, raffigurazioni, circostanze non verbali presenti in un documento filmico.

Il video è un progetto didattico che rivoluziona l'apprendimento, non più collegato passivamente alla trasmissione di saperi codificati, ma connesso strettamente alla costruzione collaborativa degli stessi, quale frutto di condivisione e partecipazione collettiva ad un evento formativo
".

domenica 22 maggio 2011

Carte inventa-storie



Guardate cosa ho trovato stasera...non solo pasta...ma anche idee per lo sviluppo di abilità varie...
In You tube un elenco abbastanza interessante di proposte per i piccoli, questa mi è sembrata adatta anche ai bambini della scuola primaria...con le dovute modifiche...

mercoledì 18 maggio 2011

A scuola con le api robot

Finalmente trovo il tempo per segnalare il

PRIMO PREMIO NAZIONALE- INNOVASCUOLA 2011 -

assegnato alle

Scuola primaria “Romarzollo - IC Arco” (Trento) e Don Milani - 1° Circolo Rivoli (Torino)"
INSEGNANTI: Maurizio Zambarda e Paola Limone
Categoria: giochi educativi
“A scuola con le api robot” è un gioco educativo che avvicina al mondo della robotica e all’apprendimento del linguaggio di programmazione. Insegna, inoltre, a sviluppare la logica e a contare".



Qui il PROGETTO  raccontato in un Knol.


Complimenti alle operose api e ai due attenti api-cultori!!!

lunedì 16 maggio 2011

Did You Know????



Un video ben fatto, incalzante, che cerca di far comprendere l'impatto della Rete e delle tecnolgie, nella vita di tutti i giorni, una società che si trasforma...sotto i nostri occhi...senza lasciarci il tempo di capirlo... Lo sapevi?  E che significa tutto questo?

Ambienti Virtuali di Apprendimento Collaborativo

Mi è capitato, in questo periodo, di relazionare e condividere la mia pratica didattica con il supporto della tecnologia, in corsi di aggiornamento per gli insegnanti.
Ho sempre precisato 
di essere una esperta in didattica e non in tecnologia, della quale mi avvalgo quando essa serve per facilitare l'apprendimento e che cerco di integrare l'ambiente di apprendimento d'aula con quello virtuale, che entrambi i sistemi si ispirano alle stesse teorie sull'apprendimento e agli stessi paradigmi metodologici.
Ho cercato di diffondere l'idea che la competenza digitale si configura come competenza multidimensionale che riguarda:
  • gli aspetti tecnologici in senso stretto
  • gli aspetti cognitivi e metacognitivi
  • gli aspetti etici
  • gli aspetti partecipativi e collaborativi
Sulla base di queste considerazioni, mi piace condividere la presentazione utilizzata in questi incontri con la sola pretesa di fornire input di discussione e una traccia di percorso.

sabato 7 maggio 2011

CARTOONIZE

Elisa, sono sicura che lo proverai!

Condivido questo strumento http://cartoonize.net/index.php  che mi sembra interessante per creare stimoli suggestivi e motivanti per la pratica didattica...
L'uso è assolutamente easy...


Ecco la  cartoonizzazione  di una immagine scattata in riva al fiume...

IL MIO PRIMO QUOTIDIANO

"Il mio primo quotidiano è rivolto a tutti voi, bambini e ragazzi che non vi accontentate della tv. Che volete sapere cosa succede nel mondo.
Sono tante le domande e gli argomenti che affronteremo assieme.
Potete chiedere a mamma e papà, oppure leggere da soli le risposte sul MIO PRIMO QUOTIDIANO e poi parlarne con loro.
C'è tanto da scoprire, basta seguirci."
IL MIO PRIMO QUOTIDIANO, una bella idea, messa in atto da  Carlo e Serena, genitori e giornalisti professionisti, dedicato ai ragazzi dagli 8 anni in su che non si accontentano della tv!

I ragazzi sono invitati a scrivere!Per scrivere un articolo su Il Mio Primo Quotidiano è molto semplice. Basta inviare i vostri "pezzi" attraverso il "Contattaci" che trovi sulla fascia azzurra in alto. Nello spazio "Inserire il messaggio" scrivi il tuo testo, aggiungi il nome, l'età e la città da dove scrivi e... invia!

I nostri parchi

Stasera prova di un tool segnalato nel post precedente: si tratta di Smilebox un generatore di album personalizzati e slideshow.
Con questa prova vi presento una parte dell'ultimo lavoro che i bambini stanno preparando: un promozione dei parchi del Trentino, attraverso l'accostamento di alcuni elementi caratterizzanti e l'utilizzo creativo della parola.
Primi tentativi incerti ma comunque molto apprezzabili di utilizzare la metafora linguistica coniugata all'immagine generatrice.
Ricordare Calvino!


Click to play this Smilebox slideshow
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mercoledì 27 aprile 2011

Una cassetta degli attrezzi....per la scuola web 2.0


Segnalato sul sito del maestro Roberto, ecco qui una valigetta (anzi valigiona...) piena di attrezzi, tutto ciò che serve, per una scuola targata web 2.0: WEB 2.0:Cool Tools for School
Una raccolta davvero utile, con una serie di tools, catalogati per categorie di utilizzo... si va dalle presentazioni, alle applicazioni audio, agli strumenti per creare quiz e test, mappe.....
Nella sezione Teacher Resources si possono trovare unità didattiche, giochi, libri, messi a disposizione dai docenti.
Non ci resta che linkare questo sito per avere a disposizione tutto ciò che ci serve!

sabato 23 aprile 2011

Buona Pasqua...con sorpresa...

Un'idea dell'ultimo momento...provata stasera...e che voglio regalarvi come augurio di Pasqua...

Che cosa mai contiene questo scrigno di fragrante pagnotta?

Una sorpresa!




Qui le proprietà benefiche dell'umile e, talvolta maltrattata, ortica.

E qui la ricetta...

mercoledì 20 aprile 2011

POLLICINO e POLLICINA

Questa bella immagine, che proviene da qui (indirizzo non casuale , che tratta proprio il tema in questione attraverso l'indicazione di una bibliografia specifica) mi serve per accompagnare la presentazione di una interessantissima riflessione apparsa oggi su "La Repubblica" del filosofo Michel Serres, che continua il dibattito sull'educazione, inaugurato il 15 aprile dalla studiosa americana Marha Nussbaum.

Il titolo dell'articole è indicativo "Dalla parte dei (nuovi) bambini...Inventiamo un'altra educazione per gli studenti  Pollicino "
Questo l'incipit:
Senza che noi ce ne rendessimo conto, e in un breve intervallo di tempo, (quello che separa i nostri giorni dagli anni Settanta) è nato un nuovo tipo di essere umano. Questo ragazzo, o questa ragazza, non ha lo stesso corpo, nè la stessa aspettativa di vita di chi lo ha preceduto, non comunica secondo le stesse modalità, non percepisce lo stesso mondo,non vive nella stessa natura, nè abita il medesimo spazio.
nato con l'epidurale e in data prestabilita, grazie alle cure palliative non teme più nemmeno la morte.
E poichè la sua testa è diversa da quella dei suoi genitori, conosce diversamente.

La riflessione continua prendendo in esame i cambiamentei avvenuti in tempi brevissimi...cambiamenti che il filosofo chiama ominescenti e che si verificano molto raramente nella storia, creano una spaccatura talemente estesa ed evidente che solo in pochi ne sanno cogliere la portata...
Una spaccatura paragonabile a quella verificatasi nel neolitico, agli albori della scienza greca, all'inizio dell'era cristiana, all'inizio del Rinascimento...

Ecco che Serres lentamente si avvicina alla necessità di cambiamento radicale dell'insegnamento, di cui sentiamo la necessità urgente pur rimanendone ancora lontani...

Di chi la colpa di tanta distanza? Serres la attribuisce proprio ai filosofi, il cui compito dovrebbe essere quello di prevedere i mutamenti del sapere e delle pratiche e che mi pare abbiano fallito...impegnati nella politica di tutti i giorni non hanno colto l'arrivo della contemporaneità...


Qui potrete leggere l'intero articolo

domenica 17 aprile 2011

Imparare dagli errori

E' ancora la collega Renata a segnalarmi un video mooolto interessante.
Un video che racconta l'esperienza didattica di Diana Laufenberg, un'insegnante americana che, dopo diversi percorsi scolastici, espone le sue riflessioni sui cambiamenti avvenuti nelle modalità di apprendimento e, conseguentemente nella didattica, attraverso le generazioni che la hanno preceduta.
Dal bisogno di informazioni da portarsi a casa, e quindi dall'istruzione, al bisogno di costruire la conoscenza selezionando le fonti, e quindi alla consocenza co-costruita.
Da una didattica trasmissiva ad una costruttiva attraverso problemi da risolvere.
E dentro questa esposizione ci sta un cambiamento della concezione dell'errore...L'errore è formativo, aiuta a migliorare, fornisce stimoli, l'errore non è negativo, fa parte del processo di apprendimento.


Interessante questo passaggio, proprio in riferimento alle prove Invalsi
"Nel panorama educativo di oggi, abbiamo a che fare con un'infatuazione nei confronti della cultura dell'unica risposta esatta da segnare correttamente nei test a scelta multipla, e sono qui per condividerlo con voi, questo non è insegnamento. Questa è assolutamente la cosa sbagliata da chiedere, dire ai ragazzi di non sbagliare mai. Chiedere loro di avere sempre la risposta giusta non permette di imparare. Abbiamo quindi messo in piedi questo progetto, e questo è uno degli artefatti del progetto. Non li mostro quasi mai a causa del problema dell'idea di errore."

Grazie Renata per questa segnalazione!
Sono assolutamente d'accordo sul concetto di "errore formativo" (per fortuna lo scrivo sul contratto formativo da diversi anni!) e credo  faccia parte di un percorso didattico centrato sulla persona che apprende attraverso l'approccio a problemi concreti, reali, selezionando le fonti, utilizzando gli strumenti di volta in volta più appropriati, in cui la valutazione sia in itinere e appunto, autenticamente formativa.

E le prove Invalsi?
Secondo me,  gli alunni che apprendono secondo questa modalità, si approcciano alla prova con uno spirito di ricerca, non ne subiscono gli effetti  ansiogeni negativi  e forse, risultano più attrezzati anche di fronte ai diversi problemi che esse pongono, che dovrebbero simulare situazioni in cui mettere in atto le competenze acquisite.
Del resto esse non dovrebbero servire per valutare gli alunni, ma l'offerta didattica della scuola in un determinato contesto.
Per ora non vedo altre possibilità per poter avere dati minimi sulle competenze di base degli alunni di tutte le scuole d'Italia...

sabato 16 aprile 2011

PROVE INVALSI : parliamone...

Ormai, nonostante le contestazioni provenienti da ogni dove, ci avviciniamo all'appuntamento con la valutazione esterna degli apprendimenti.

Il sito dell' INVALSI ci ragguaglia quasi settimanalmente sull'avanzamento delle operazioni preliminari e sui materiali necessari alle operazioni di sommnistrazione.
Mettere la scuola italiana sotto la stessa lente d'ingrandimento, una bella sfida, partita con progetti pilota un decennio fa, e da qualche anno stabilmente proposta a tutte le scuole della penisola.
Circa quindici giorni fa, ho partecipato ad un convegno in cui si presentava il rapporto di autovalutazione della scuola trentina, cui partecipava la dottoressa Elena Ugolini,  ora membro del Comitato di indirizzo dell'Invalsi, che relazionava sulla costruzione dei test, ispirati alle prove di rilevazione internazionale OCSE PISA e TIMMS, sicuramente perfettibili ma, per ora, unico strumento in grado di fornire un monitoraggio dei livelli di competenza raggiunti nei diversi ordini di scuola.
Vicino a lei sedeva Giovanni Biondi, capo dipartimento  del Ministero dell’Istruzione e presidente del Comitato nazionale per la valutazione, che ha sottolineato lo sforzo dei test Invalsi direzionato verso la valutazione delle competenze, "Infatti" ha affermato, "Se si valutano le conoscenze si usano i quiz, se si valutano le competenze si usano i test. "

Ma naturalmente non è tutto così semplice, leggete questo articolo:

Difficile capire la differenza, vero? Anche se le domande decontestualizzate aumentano il senso di confusione...

Ma è la stessa autrice, Francesca Barbiero, qualche giorno dopo, a sottolineare la necessità della valutazione esterna con  questa nuova riflessione:

Il problema è sempre aperto...gli strumenti richiedono ancora modifiche magari concordate con i docenti, le modalità di sommnistrazione pure, i tempi vanno resi più simili a quelli delle attività in classe...ma risulta difficile tirarsi indietro rispetto alla necessità di avere dati sul valore aggiunto dalla scuola nel contesto in cui si trova ad operare.
La valutazione esterna deve avere come unico scopo quello di richiamare la necessità di ri-progettare, di ri-formare il gruppo docente nell'ottica del miglioramento dell'offerta formativa di ogni Istituto.

Aggiornamento del 17.04: Su suggerimento della collega Renata  aggiungo questo link in cui viene ribadito che le prove Invalsi sono obbligatorie per gli alunni, ma non per i docenti, ai quali non può venire chiesto di correggere le prove e riportare le risposte nella scheda. se non con adeguata remunerazione.
Nella mia scuola già lo scorso anno si è seguita questa prassi.

venerdì 8 aprile 2011

LA SICUREZZA ONLINE VISTA DAI GENITORI




Nel sito di Google vi è una sezione dedicata alla sicurezza on line per le famiglie, in cui vengono segnalati:
  • strumenti di protezione
  • modalità per la segnalazione degli illeciti
  • consigli dai partner
  • suggerimenti dai genitori

Vi è un rimando a dei filmati realizzati proprio da genitori che lavorano in Google e che raccontano la loro esperienza nell'accompagnare i loro figli nell'utilizzo consapevole della Rete.

Eh già, credo proprio che la parola giusta sia "accompagnare i minori nella Rete", nella stessa misura in cui gli adulti accompagnano i piccoli nella rete di strade per raggiungere i luoghi di destinazione.

Sedersi accanto, tenerli per mano, parlare insieme a loro, trovare con loro risposte ai problemi, riflettere sull'uso consapevole degli strumenti, sulla correttezza delle relazioni, sulla partecipazione responsabile, sulle protezioni da assumere per salvaguardare la propria identità e la propria intimità, perchè la Rete registra ogni nostro passaggio, ogni nostra azione, ogni contatto...

Ho già avuto modo di dire che la comptenza digitale è costituita da tutte queste componenti, che è una competenza che si costruisce a scuola come a casa, che non possiamo gettare allo sbaraglio i nostri figli/alunni in un mondo complesso e difficile da governare.
Curioso anche il filmato che vi propongo, in cui il padre (che lavora proprio alla Google) ammette di non adottare alcun filtro, alcuna protezione rispetto alla navigazione delle figlie, ma di seguirle e responsabilizzarle verso le scelte, oltre a monitorarle in modo affettuoso nelle loro esperienze di socialnetoworking.

Aggiungo a queste riflessioni una ricerca su internet e minori e su come i genitori gestiscono il rapporto dei figli con i media.
Per rimanere all'interno di questo tema, i genitori vengono suddivisi in quattro gruppi: gli ANSIOSI (33%), i COMPIACIUTI (26%), i PERMISSIVI (21%) e gli ESPERTI (18%)

Ne deriva che solo una minoranza dei bambini/ragazzi può essere considerato
veramente tutelato (i figli degli Esperti). La maggior parte è invece esposta a rischi più o meno
elevati: gli Ansiosi impongono divieti ma non sono sempre in grado di trasmettere conoscenza in
materia, i figli di Permissivi e Compiaciuti hanno forte libertà di azione senza avere la giusta tutela.


Ma che fanno questi ESPERTI?
•Dei nuovi media conoscono potenzialità, rischi e modalità di utilizzo da parte dei figli; allo stesso
tempo insegnano loro come gestirne la fruizione.
•Definiscono regole, ma utilizzano anche il dialogo per rendere i figli più consapevoli, svolgendo un
ruolo di tutela costruttiva.

Conclusione? conoscenza attiva degli strumenti, pratica condivisa, dialogo, responsabilizzazione, costruzione di competenza digitale (etica, relazionale, metacognitiva, partecipativa....)

Ma non solo padri...sentiamo una mamma e la sua esperienza:


domenica 3 aprile 2011

CRUCIVERBA, QUIZ, MATCH E altro con HOTPOTATOES

Stasera voglio parlarvi di...patate bollenti...proprio quelle che vedete nella foto...
Patate bollenti...HOT Potatoes è un software scaricabile dalla pagina indicata, che permette di creare esercizi di vario tipo da salvare come pagina web e quindi apribili direttamente con qualsiasi browser di navigazione, senza bisogno di collegarsi alla rete.
E' molto utile perchè ognuno può, con semplici operazioni, creare gli esercizi-gioco per i bambini e poi farli risolvere ad esempio sulla LIM.
Io, in questo periodo ho usato la patata JCROSS, che serve per creare cruciverba, anzi...dovrei dire che l'hanno usata i bambini per creare cruciverba per i loro compagni. E' così successo che, in due ore passate al computer abbiamo ottenuto dieci diversi cruciverba da risolvere.
Ho lasciato i bambini completamente liberi e gli argomenti sono stati dei più disparati: la Mesopotamia, ortografia, il fiume, gli animali, gli strumenti musicali, tecnologia ed elettronica....
Costruire un cruciverba per i compagni mette in atto diverse abilità e competenze:
  • individuare un tema
  • scegliere parole coerenti col tema , non troppo scontate
  • individuare le definizioni per ogni singola parola
  • mettere in atto una ricerca lessicale specifica
  • formulare le definizioni in modo problematico
  • controllare che tutto funzioni
L'attività è gratificante sia nel momento della costruzione, sia nel momento della risoluzione.
Provare per credere!!!
Ecco un esempio...

mercoledì 30 marzo 2011

Trentino...di carta...



Vi prometto che sarà l'ultimo....
Ma non potevo non condividerlo.
Ecco la conclusione di un percorso di spazio e tempo realizzato durante le attività di recupero e potenziamento.
Anche qui stessa tecnica, stessi materiali...un progetto un po' ambizioso, è vero...che ha dovuto essere ridimensionato in corso d'opera.
Ma il risultato è comunque efficace, in termini di motivazione, di learning by doing,  di metacognizione, di esperienza tattile, relazionale e cognitiva...
Multisensorialità che si esplicita nel modellamento del proprio territorio, tridimensionalità che si traduce in modo lineare nella bidimensionalità della rappresentazione geografica, rappresentazione che sconfina in quella espressiva.
Viva la geografia, questa disciplina così indefinita ma trasversale, permeante ogni nostra azione didattica!
Questo post partecipa a...
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domenica 27 marzo 2011

COMPUTER IN AULA...tra entusiami e cautele

All'inizio di gennaio Armando Massarenti, scriveva un intrigante articolo sulla Domenica 24, dal titolo "Cosa sta facendo internet ai vostri neuroni" in cui  faceva una disanima delle affermazioni, più o meno provate scientificamente, relativamente alla relazione tra media, educazione e cervello.
In particolare faceva riferimento all'interazione che svilupperebbe creatività e generosità (Shirky), all'azione dei neuroni a specchio attivati dalla visione di immagini e filmati veicolati dal web (Rizzolatti)
Consolante questa affermazione:
"Da questi studi emerge che il learning by doing, l'imparare facendo di deweyiana memoria, magari introiettato attraverso i videogiochi, prepara il cervello alla soluzione di problemi via via più complessi, ed è quindi una risorsa preziosa per l'educazione. Lo si vede bene nei test Ocse-Pisa. I ragazzi che fanno uso delle tecnologie informatiche tendono ad avere risultati migliori, non tanto per il vantaggio tecnologico in sé, ma per il tipo di abilità "aperte" che sono in grado di sviluppare."
Ancora, nell'articolo si ricompone il dilemma nativi e immigrati digitali: ad ogni età il nostro cervello è plastico e pronto a rimodellarsi.
Una seconda ricomposizione viene offerta  da Henry Jenkins in Culture partecipative e competenze digitali (Guerini) – «multitasking e attenzione non dovrebbero essere viste come forze opposte tra loro. Dovremmo, piuttosto, pensare a esse come abilità complementari, entrambe usate dal cervello in modo strategico per affrontare in maniera intelligente i limiti della memoria a breve termine». Nella storia umana, del resto, siamo stati sia «contadini», cui è necessaria un'attenzione focalizzata, sia «cacciatori», capaci di «scansionare un territorio complesso alla ricerca di segni e indizi per capire dove le sue prede siano nascoste». «Per secoli, le istituzioni scolastiche sono state strutturate per creare "contadini"», osserva Jenkins.
In conclusione dell'articolo Massarenti presenta una non proprio nuova opzione di sviluppo delle nostre capacità di base, la cosiddetta "opzione click" per dirla conAntonio Battro e J. P. Denham (Ledizioni). Facoltà condivisa con primati e altri animali…che i cuccioli d'uomo saranno pronti ad usarlo per aprire nuovi mondi, affrontare sfide e inediti problem solving, continuando a rimodellare il proprio cervello per i cent'anni che si aspettano di vivere.

Oggi riprende l'argomento, sempre sullo stesso giornale, Roberto Casati con questo articolo
Computer in aula? Con cautela
in cui contrappone, ad ogni punto, argomentati suggerimenti improntati appunto alla cautela...verso facili entusiasmi, repentini cambiamenti metodologici o pericolose sfide tra insegnanti e strumenti tecnologici…
L'analisi prosegue all'interno della didattica: interessanti indicazioni sull'uso attivo di Wikipedia. per non subire le fonti, ma contribuire a editarle, per assumere  punti di vista improntati alla riflessività e alla selezione responsabile dei dati.
Un suggerimento  illuminante: il mese della lettura (forse basterebbe una settimana ogni quadrimestre) sospendendo qualsiasi altra attività didattica.
Infine una segnalazione  importante, il sito dell'Indire che cerca di raccogliere le buone pratiche della scuola italiana.
Per partire da ciò che si fa, per condividere, per essere in Rete!

Articoli davvero interessanti, da condividere appunto...
(per le foto esplicative rimando ad Aurora :) )

mercoledì 23 marzo 2011

LA VOCE DEL FIUME...



Prime giornate di primavera e prime uscite alla ricerca di voci e di storie...
Il nostro lavoro sul fiume non si è interrotto...continua nello specifico del nostro territorio.
E così ieri ci siamo recati a vedere e a sentire il nostro fiume. E' stato bello sostare in silenzio (!) ad ascoltare la sua voce sommessa e nello stesso tempo insistente e continua, ad ammirare la vegetazione irrequieta che si fa spazio lungo le sue sponde,  gli animali padroni di quell'habitat...anche se la cosa più affascinante è stata quella di osservare i ciottoli, i sassi, i macigni portati a valle dalla forza delle acque, a parecchie  decine di chilometri dalle montagne sui cui erano abbarbicati, tutti morbidamente arrotondati.
E sono stati proprio questi sassi, che l'uomo da sempre utilizza per costruire i muretti che recintano le campagne, a raccontarci la lunga storia del fiume, il lungo percorso, le diverse tipologie di rocce di cui sono costituiti i gruppi montuosi erosi dal nostro corso d'acqua...graniti bianchi e neri, graniti,argentati, verdi...striati, porfidi rosso cupo, dolomie bianchissime...rocce miste....
Un vero spettacolo che ha entusiasmato i nostri viaggiatori...una bella lezione di storia, geografia, scienze, educazione alla percezione, italiano....tutta sotto la benedizione di un sole chiaro che ci ha aiutato a tenere gli occhi ben aperti...perchè...
"Il vero viaggio di scoperta non consite nel vedere nuove terre...ma guardare terre conosciute con nuovi occhi"  (M.Proust)

Aggiornamento: Scopro ora (mi era sfuggito sorry :() che ieri  era il Wordl Water Day 2011...che bella coincidenza!

lunedì 21 marzo 2011

21 marzo:giornata mondiale della poesia...

La Giornata Mondiale della Poesia è stata istituita dalla XXX Sessione della Conferenza Generale UNESCO nel 1999 e celebrata per la prima volta il 21 marzo seguente. La data, che segna anche il primo giorno di primavera, riconosce all’espressione poetica un ruolo privilegiato nella promozione del dialogo e della comprensione interculturali, della diversità linguistica e culturale, della comunicazione e della pace.
L’UNESCO negli anni ha voluto dedicare la giornata all’incontro tra le diverse forme della creatività, affrontando le sfide che la comunicazione e la cultura attraversano in questi anni. Tra le diverse forme di espressione, infatti, ogni società umana guarda all’antichissimo statuto dell’arte poetica come ad un luogo fondante della memoria, base di tutte le altre forme della creatività letteraria ed artistica.

Bello questo connubio...l'inizio della primavera e la giornata della poesia...in questi giorni in cui tendiamo a tenere gli occhi a terra...la poesia ci aiuta ad alzarli per guardare ciò che ci circonda, la natura  ma soprattutto GLI  ALTRI!



Per festeggiare l'avvenimento, abbiamo scritto insieme, riaddattandola alla nostra classe e alle nostre idee, questa meta-poesia di  Roberto Piumini:
Per fare la poesia

Per fare la poesia
si prende una p
come pialla, pasta, pietra;
poi si prende una o
come oro,ombra,orizzonte;
poi si prende una e
come erba, edera, esilio;
poi si prende una s
come sole, sale, silenzio;
poi si prende una i
come io, isola, Icaro;
poi si prende una a
come acqua, arancia, ala,
poi si mettono insieme
senza odio, senza noia,
senza fretta,senza rabbia,
senza malinconia,

e si fa la poesia.
Roberto Piumini

sabato 19 marzo 2011

LUNA...piena...di sogni...

Ci hanno allertati da qualche giorno, ci hanno allertati di un evento che non è stra-ordinario, ma che oggi, per nostra fortuna coincide con il plenilunio...oggi la luna raggiunge la distanza minima dalla terra, proprio nel giorno del suo massimo chiarore... qui approfondimenti sui dettagli scientifici

Ed allora godiamoci questa occasione di stare...a rimirar la luna...e provare, nonostante tutto, a sognare...(operazione difficile di questi tempi...),
come vedete la sua luce sconfigge l'opprimente grigio delle nuvole...

 fotocamera Canon ore 20 e 50-19 marzo 2011- 46°13′0″N 11°7′0″E

Sulla Luna
Sulla Luna, per piacere,
non mandate un generale:
ne farebbe una caserma
con la tromba e il caporale.

Non mandateci un banchiere
sul satellite d’argento,
o lo mette in cassaforte
per mostrarlo a pagamento.

Non mandateci un ministro
col suo seguito di uscieri:
empirebbe di scartoffie
i lunatici crateri.

Ha da essere un poeta
sulla Luna ad allunare:
con la testa nella Luna
lui da un pezzo ci sa stare...


A sognar i più bei sogni
è da un pezzo abituato:
sa sperare l’impossibile
anche quando è disperato.


Or che i sogni e le speranze
si fan veri come fiori,
sulla Luna e sulla Terra
fate largo ai sognatori!

Gianni Rodari 


giovedì 17 marzo 2011

LE MANI IN PASTA.....NELLA STORIA

Ancora mani in pasta, il lavoro per gruppi di interclasse, gruppi ARSA di Sviluppo e Recupero degli Apprendimenti, continua...
Ormai conoscete la mia testardaggine, la mia assoluta convinzione che gli apprendimenti passino attraverso le attività reali e virtuali, ma ATTIVITA', situazioni in cui METTERE LE MANI...
E sottolineo ancora...attività vere e proprie ma anche simulazioni virtuali, altrettanto importanti quanto quelle reali...
Ma qui eccovi il resoconto del gruppo che ha lavorato alle timeline...lunghe, enormi, suddivise in tre grandi fasce: PALEOLITICO, NEOLITICO E CIVILTA' DEI FIUMI...
Ho cercato di stabilire le relazioni con gli ambienti Montagna e Fiume, già approfonditi...i ragazzi si sono immersi nel tempo e nello spazio, hanno creato, disegnato, dipinto, ritagliato, assemblato e infine datato..
Il risultato, anche questa volta, è stato molto soddisfacente, sia per la dimensione metacognitiva, sia per quella tecnologica (nel senso degli strumenti usati), sia infine per quella relazionale e partecipativa...

Giappone...così vicino, così lontano...


E' il New Jork Times di ieri a pubblicare una mappa delle zone evacuate intorno alla disastrosa situazione fuori controllo della centrale nucleare di Fukushima.
In questo modo possiamo redenderci conto del dettaglio del luogo, della posizione geografica, della vicinanza alla metropoli più antropizzata del mondo...
Dico questo perchè, pur cercando di seguire l'abbondante informazione offerta dai media, trovo difficile orientarsi con precisione sia dal punto di vista strettamente geografico, sia dal punto di vista degli eventi, che vengono raccontati, generalmente in modo ripetitivo e superficiale.
Una stessa notizia, una stessa immagine viene ripetuta e rimbalzata tra i diversi media, creando una "illusione di informazione" come pure una "illusione di verità"....se lo dicono tutti allora sarà vero...
Anche in questa occasione poco spazio alla citazione delle fonti, alla verifica dell'attendibilità...e tutto questo amplificato, pare, dalla "copertura" delle fonti governative giapponesi.
Sembra incredibile, nell'era delle Tecnologie dell'informazione, non riuscire ad avere dati certi, fonti dichiarate....Giappone così vicino....e mai così lontano...(e non solo il Giappone!)


Intanto per amore della didattica e dell'informazione raccolgo e rimando una bella ricerca fatta dalle infaticabili Paola  ed Annarita, che hanno elencato una serie di materiali utili anche in classe, per avviare un discorso scientifico ma anche di educazione ambientale...(con tanta di citazione delle fonti)
...Il post rimane aperto per aggiornamenti alla sezione

martedì 8 marzo 2011

SLITTARE...OH..OH...



Dedicato a tutte le lettrici e i lettori che amano il divertimento "sostenibile"...con il vento in faccia....

le Dolomiti in fronte...
basta una slitta e un ramo di pino per dirigerla....e tante risate....

lunedì 7 marzo 2011

Nativi digitali...sì...no...forse

Nativi digitali, se ne fa un gran parlare...Esistono? sì, no....forse...

Il termine, coniato nel 2001 da Marc Prensky, definisce in forma metaforica molto efficace chi è nato dentro la tecnologia, differenziandolo dai "migranti digitali" ovvero da chi, nella propria crescita, ha avuto a che fare con modelli  e paradigmi culturali completamente diversi.

In questi dieci anni si è cercato di fare chiarezza su queste differenze: i nati con la tecnologia sono stati definiti multitasking, screenagers, iperconnessi, vivono il presente e l'attuale...
Luisanna Fiorini ne dipinge un ritratto completo in questa presentazione: Guardali, hanno le branchie.
Il ritratto è supportato dalle attuali teorie sull'apprendimento: costruttivismo, il socio-costruttivismo la teoria delle intelligenze multiple, il connettivismo...
In pratica l'apprendimento non può essere considerato un fatto individuale determinantesi all'interno della singola persona, ma il risultato di una interazione con gli ambienti e  con gli strumenti che la circondano (mediatori che raccolgono in sè la cultura e la tecnologia collettiva), con le relazioni e le regole costruite dalla comunità di riferimento. In questa prospettiva, l'apprendimento diviene un "atto distribuito" che ben si inserisce nelle nuove modalità di approccio dei cosiddetti nativi digitali.

Questa riflessione ha incentivato una continua ricerca di svecchiamento della didattica tradizionale, ha messo in crisi i paradigmi di riferimento di una didattica avulsa dagli strumenti naturalmente utilizzati  dagli alunni negli ambienti informali.
E' ancora Luisanna Fiorini a tracciare le linee guida nella formazione degli insegnanti.
Nel frattempo è la Comunità Europea ad inserire la competenza digitale nelle otto competenze chiave per l'apprendimento permanente.
Tutto sembrerebbe concorrere a definire i nostri alunni come "nativi digitali"...

Eh no...non semplifichiamo troppo...leggete questo post di Gianni Marconato che, provocatoriamente annuncia che "Il nativo digitale è uno stereotipo dannoso"
e continua l'approfondimento con "Ci hanno fregati e sono diventati trasparenti"

Anche Pier Cesare Rivoltella si dichiara scettico sulla netta divisione tra nativi e migranti e, richiamando proprio Prensky, propone tre categorie: quella dello smanettone, dello stupido e del saggio digitale.
Anche questa però sembra essere una vera e propria semplificazione: la competenza digitale è competenza complessa fatta di 
  • smanettamenti (appropriazione della tecnologia),
  • di cognizione e metacognizione, 
  • di partecipazione e 
  • di rispetto per gli altri e i loro lavori.
Se il primo aspetto della competenza possiamo lasciarlo all'ambiente (nativo), le altre tre dimensioni sono tutte a carico della scuola e, possibilmente, della famiglia.
A questo proposito leggetevi questa bella recensione che Anna Masera fa sull'ultimo saggio di Don Tapscott " Net Generation",  dal titolo molto significativo: Sedetevi a tavola con il vostro figlio digitale!

Allora...esistono 'sti nativi digitali???

Aggiornamento: provate a leggere questa riflessione: "Nativi o migranti purchè saggi",
soprattutto la conclusione "Secondo me i nativi digitali esistono, ma hanno un gran bisogno di saggezza e di adulti in grado di parlare (e ascoltare) il loro linguaggio"....condivido...



venerdì 4 marzo 2011

LE MANI IN PASTA.....L'ARGILLA...



Continua, come promesso, la pubblicazione dei laboratori che abbiamo denominato "Le mani in pasta"... Abbiamo già parlato del laboratorio cartapesta, realizzato durante le attività opzionali, che ci ha permesso di costruire insieme, anche con l'uso delle mani, le conoscenze relative agli ambienti montagna e fiume.

Bene, oggi vi propongo un altro laboratorio, proposto dalla mia collega, la splendida maestra Mirta, appassionata ed "esperta" di un altro straordinario materiale naturale, di bassissimo costo e di grandissima utilità, oltrechè di eccezionale effetto gratificante per gli alunni: l'ARGILLA!
La brava Mirta, ha proposto un laboratorio molto completo ed accurato in tutti i passaggi, portando i bambini a scoprire il materiale e ad utilizzarlo secondo le tappe scandite dalla storia.
Per aiutarvi nella comprensione, vista la precisione della mia collega, ho preferito pubblicare l'esperienza attraverso una intervista a Mirta

-Come mai hai pensato di proporre questo laboratorio?
La motivazione del progetto è nata dal bisogno di dare un senso interdisciplinare alle ore destinate agli ARSA  (Approfondimento, Recupero e Sviluppo degli Apprendimenti)per coinvolgere gli alunni in un percorso più pratico ,ricco e completo anche di esperienze manipolative.
-Puoi dirci come si è svolta questa proposta? 
Il percorso si è completato in tre lezioni per ogni gruppo programmate secondo le seguenti fasi di lavoro:
 Prima lezione:
-introduzione storica con riferimento al periodo Neolitico
- riferimento all’elemento FUOCO in  quanto fondamentale per la cottura delle ciotole
-Modellazione ad espansione ( è la tecnica più antica ed è simile a quanto fanno i bambini quando giocano con la plastilina: prendono una porzione di argilla e, con il solo uso delle mani e del pollice,modellano la ciotola  secondo la forma desiderata. Successivamente decorano la superficie usando materiali naturali quali conchiglie, sassi, cortecce d’albero ecc…come nell’antichità.)
Seconda lezione:
 -introduzione storica con riferimento al periodo Neolitico e alla necessità dell’uomo di costruirsi recipienti nei quali conservare cibi e bevande
- riferimento all’elemento TERRA indispensabile sia per la coltivazione che per il recupero della materia prima “l’argilla”
 Modellazione con la tecnica a colombino ( è tra le tecniche più antiche di modellazione e consiste nel creare dei piccoli cilindri di argilla che vengono man mano assemblati dopo averli inumiditi, fino ad ottenere il vasetto desiderato. La tecnica a colombino permette ai bambini più abili nella manipolazione di ottenere forme diverse, aperte o chiuse) 
Terza lezione:
 -introduzione storica con riferimento al periodo delle civiltà della Mesopotamia ed in particolare alle tavolette con scrittura cuneiforme dei Sumeri
-Modellazione a lastre ( si prende un pane d'argilla e se ne tagliano lastre di spessore omogeneo usando un filo o stendendole con un matterello. Successivamente le lastre vengono incise con l’uso di un bastoncino copiando scritture cuneiformi )
-Con quanti bambini hai lavorato?
Abbiamo circa 6o bambini che frequentano le classi quarte così proponendo diverse attività, siamo riusciti a formare quattro gruppi di 15 bambini, i quali frequentano uno stesso laboratorio per 3 volte consecutive. Ecco il motivo della suddivisione del laboratorio in 3 giornate.
-Quale è stata la risposta dei bambini?
Splendida, le immagini lo dimostrano, hanno lavorato mettendo proprio le mani in pasta, modellando, provando, imprimendo, costruendo...sporcandosi...ridendo...
Inoltre, l'apprendimento ne ha positivamente risentito, non solo dei concetti storici...ma anche nella capacità di osservare ciò che li circonda...
A proposito provate a dirmi voi quali artefatti di argilla riuscite ancora a vedere intorno a voi...

Grazie Mirta! 

domenica 27 febbraio 2011

LA DIDATTICA FACILE???

 LA DIDATTICA FACILE CHE HA CANCELLATO LA CAPACITA' DI STUDIARE

Così titolava il 25 febbraio scorso l' articolo di Cesare Segre sul Corriere della Sera, nel dibattito rumoroso seguito all'uscita del nuovo saggio di Paola Mastrocola, "Togliamo il disturbo, saggio sulla libertà di non studiare".

Non ho letto il testo, ho seguito le promozioni della stessa autrice e i diversi interventi degli opinionisti.
In particolare sono rimasta piuttosto impressionata da questo, che vi segnalo, dove l'autore elenca le cause (secondo Mastrocola) della disfatta della scuola...


"Qui interviene la Mastrocola, mostrando come e perché lo studio sia compromesso e svuotato. Il suo bersaglio polemico è la didattica di don Milani e di Gianni Rodari, che comunque diedero un appoggio, autorevolissimo, a tendenze già in atto.
Don Milani predicò contro il babau del nozionismo, svalutando il concetto di nozione come conoscenza, e, in generale, il tipo di conoscenze che sono di solito oggetto di studio. Di qui l' avversione per il sapere letterario (guai al povero Virgilio!) e in particolare linguistico, considerati appannaggio dei ricchi. E anche la valorizzazione del territorio, la chiusura nella provincia e nei lavori contadini: non pensando che questo bloccava qualunque aspirazione al miglioramento mentale, ma anche economico degli scolari.
Gianni Rodari (le cui proposte sono certo suggestive) promuoveva, ma prevalentemente per il primo ciclo scolastico, la trasformazione dell' insegnamento in gioco, la vittoria della fiaba sulla razionalità e sulla storia. L' aula scolastica si trasformava in palcoscenico o in laboratorio, e gli scolari, distolti dallo studio, mettevano allegramente in gara la loro pretesa inventività. Era inevitabile che in questa cultura «facile» fossero affossati gli studi considerati «noiosi», o quelli che sembrassero privi di utilità pratica immediata. "

Aiuto! Ho sbagliato tutto....
Proprio l'altro ieri, per far riflettere (n.d.r. non ripetere!) sulla concordanza semantica nome-aggettivo, mi sono ispirata ad un simpatico racconto di Gianni Rodari (Il cielo è maturo). 
I bambini sono riusciti a produrre testi originali, divergenti, coerenti e corretti dal punto di vista ortografico.
E non senza sforzo....ideazione, pianificazione, stesura e revisione sono state le procedure seguite (didattica facile???).

L'articolo continua
" Qui la Mastrocola mostra bene, con opportuni riferimenti, che si è affermata una nuova pedagogia, che favorisce «la scuola del fare, del saper essere, del saper stare (insieme), dello smanettamento collettivo e dell' invasamento tecnologico, non certo la scuola del sapere, delle nozioni (intese come conoscenze), della letteratura e dello studio astratto, teoretico». Difficile indicare rimedi alla situazione messa in luce dall' autrice. Occorre un nuovo cambio di mentalità, che rimetta al centro dell' insegnamento lo studio, e che annulli l' insensato asservimento del sapere umanistico a quello tecnologico"


Oddio! Non entro nel discorso degli smattenamenti, dell'invasamento tecnologico...
Ma la scuola non dovrebbe avere al centro l'alunno che apprende?


Signora Mastrocola, questo il distruttivo racconto di G. Rodari...avrà fatto tanto male?

Il cielo è maturo

Ragazzi, amate gli aggettivi qualificativi. Non comportatevi come Marco e Mirco, i gemellini terribili, che si fanno beffe di loro.
Ieri, per esempio, essi dovevano assegnare un aggettivo qualificativo a ciascun nome di un lungo elenco.
Sghignazzando e buttandosi l'inchiostro in faccia, i monellacci hanno cominciato a scrivere:
- Il grano è azzurro
- La neve è verde
- L'erba è bianca
- Il lupo è dolce
- Lo zucchero è feroce
- Il cielo è maturo.
A questo punto si è sentito un rumore spaventoso: - Bum! Bang! Squash! Splash! Skrankkkkk!
Che cos'è accaduto? Semplicemente questo: il cielo, sentendo dire che era maturo, si è creduto in dovere di cadere a terra, come una qualunque pera o susina.
La casa è crollata in una nuvola di polvere.
Quanta fatica hanno dovuto fare i pompieri per disseppellire i due gemellini, ricucirli perchè erano ridotti in pezzettini e rimettere il cielo al suo posto, abbastanza in alto perchè ci possano volare le rondini e gli aeroplani.

Gianni Rodari  

mercoledì 2 febbraio 2011

LUNGO IL FIUME E...LUNGO LA STORIA...




Vi ricordate il post "Saliam sulla montagna"? Lì raccontavo un'unità di lavoro dedicata alla conoscenza della montagna, in cui cercavo di coagulare diverse discipline e diversi canali di lettura intorno ad un tema complesso.
Bene, il lavoro è continuato.
Abbiamo cercato di trovare un collegamento tra i diversi ambienti ed in particolare tra LA MONTAGNA e il MARE : IL fiume.
E' stato bello vedere la sorpresa dei bambini nel seguire il corso del fiume, dalla sua sorgente....su su...proprio sotto il ghiacciaio...giù nelle valli alpine, fino in pianura e...finalmente arrivare al mare.
IL FIUME come ANELLO DI CONGIUNZIONE tra MONTAGNA E MARE.
Ambienti così diversi e così interdipendenti!
Naturalmente, anche questa volta, abbiamo usato risorse diverse e "canali diversi" per convogliare le informazioni.
Elenco qui una serie di risorse che il web ci ha messo a disposizione
Alcune di queste risorse sono state messe a disposizione da meravigliose/i colleghe/i  e studenti della scuola Primaria e di altri ordini che ringrazio.

Ci siamo poi dedicati alle acque della nostra regione, con le foto dei nostri fiumi e laghi (fornite dai genitori e reperite sul web) abbiamo costruito la mappa idrografica  su Google-maps (attività che troviamo integrata nella nostra piattaforma Moodle, ma che si potrebbe tranquillamente realizzare con Google-maps



E poi via...con la parte realizzativa, le foto, le descrizioni, le  schede su cui abbiamo approfondito la conoscenza, si sono concretizzate in disegni e...la continuazione anche fisica, del plastico realizzato per la montagna.
La cartapesta, un materiale davvero povero e davvero straordinario, plastico, facile, economico, ecologico...nel senso del ri-utilizzo...
La cartapesta per costruire la pianura in cui far scorrere il nostro fiume, tra affluenti, anse e meandri, immissari ed emissari, campi coltivati e...finalmente il delta per entrare nel mare...
E' un tappeto di colori, di mani che lavorano, modellano, dipingono ed infine.....collocano i cartellini con la corretta nomenclatura.
Una bella soddisfazione, tanto entusiasmo, collaborazione, costruzione.....

Nel frattempo  affrontiamo la vita intorno ai fiumi, a partire dalle PRIME CIVILTA'

E qui elenco solo le risorse più importanti che abbiamo utilizzato
E il fiume scorre...e ci  trasporta ancora lontano...verso altre scoperte...