domenica 29 luglio 2012

SCUOLE FINLANDESI...IMMAGINA

E, se la prigione assomiglia agli ospedali, alle fabbriche, alle scuole, alle caserme come può meravigliare che tutte queste assomiglino alle prigioni?..."
____________________________________________Michael Foucault

A partire da questa domanda, così inquietante ma...ancora verosimile, vi invito a leggere (e ammirare) l'articolo di Alessandra Cenerini, sul sito dell'ADI, "LE PIU' BELLE SCUOLE DEL MONDO"



Le più belle scuole del mondo...dove?... naturalmente in Finlandia, Paese che ormai si proprone come "esportatore attivo " di buone idee e buone pratiche riguardanti livelli sempre più adeguati di vivibilità, di ecosostenibilità, di integrazione positiva tra filosofia, pedagogia, biologia, risorse, architettura, educazione...per creare ambienti di apprendimento adeguati alle necessità del nuovo millennio.


Nuovo millennio che dovrebbe aver ormai abbandonato l'idea della scuola chiusa...

Gli edifici scolastici nei tempi passati

In passato non c'era l'abitudine di chiedersi che cosa insegnavano gli insegnanti e come erano fatte le scuole.
L'apprendimento aveva luogo in un'aula standardizzata, con l'insegnante che impartiva nozioni agli studenti seduti nei banchi in file ordinate.

                                                             fonte immagine
La scuola era tagliata fuori dal mondo reale e la porta chiusa dell'aula era un gesto simbolico che escludeva tutta la precedente conoscenza che proveniva dal mondo esterno. La porta chiusa definiva anche la classe come territorio privato dell'insegnante: solo l'insegnante aveva la responsabilità di tutto l'apprendimento entro quelle pareti isolate.
La porta simboleggiava anche il fatto che per muoversi gli studenti dovevano chiedere permesso all'insegnante.
Fare sedere gli studenti in banchi separati precludeva l'interazione sociale e rappresentava una visione dell'apprendimento come compito individuale.
Le scuole erano viste come qualcosa di simile agli edifici degli adulti, come uffici, fabbriche, o istituti di detenzione come le caserme, gli ospedali psichiatrici o le prigioni. Come queste istituzioni le scuole richiedevano forte disciplina e perseveranza, i compiti erano concepiti come lavoro forzato, così i pochi intervalli ricreativi erano vissuti e apprezzati come momenti liberatori.


Dunque l'architettura di un edificio scolastico ne descrive pienamente la filosofia e la pedagogia sottesa...


Assunto che la natura dell'apprendimento dipende dal contesto, gli obiettivi architettonici di una scuola sono molto simili ai suoi obiettivi generali.
La scuola dovrebbe sia promuovere la salute e il benessere fisico, mentale e sociale sia fornire un ambiente che promuova la salute e l'adattamento al lavoro.
La scuola dovrebbe soddisfare le esigenze di gruppi di utenti diversi, rispondere ai differenziati bisogni dei ragazzi e delle ragazze e alle loro diverse fasi di sviluppo.
Lo scopo principale di tutte le scuole è di assicurare che ogni giorno sia un giorno buono e sicuro per tutti gli studenti, fornendo il migliore ambiente possibile per il loro benessere per il loro sviluppo e per il loro apprendimento personale.
Le teorie pedagogiche contemporanee enfatizzano l'apprendimento attivo e manuale.
Per prima cosa comunque lo studente deve percepire l'ambiente scolastico come significativo per la sua persona. Ci sono molti diversi modi di apprendere: facendo, sperimentando, ricercando, categorizzando, confrontando, analizzando e valutando.
L'apprendimento impiega tutti i sensi, e ci sono varie tecniche per raggiungere questo obiettivo: studio autonomo, lavoro in coppia, esercitazioni di gruppo, gioco e drammatizzazione.

 SCUOLA PER...DI...TUTTI...

Gli edifici scolastici di oggi e di domani dovrebbero essere aperti, trasparenti, adattabili e flessibili.
I nuovi metodi di apprendimento stanno in modo crescente rimodellando la progettazione degli edifici scolastici.
Sale di accoglienza e luoghi per piccoli gruppi, laboratori, zone per il lavoro autonomo, per lo studio individuale e per le attività pratiche mettono in evidenza un approccio centrato sullo studente piuttosto che sull'insegnante.
Allo stesso tempo l'architettura scolastica deve affrontare gli imperativi pratici della manutenzione, delle spese per la manutenzione e dell'efficienza economica e operativa.
Siccome sono edifici pubblici fondamentali nel paesaggio cittadino e nella comunità, le scuole sono una parte importante dell'architettura complessiva dell'ambiente in cui sono inserite.
Alla sera forniscono un luogo per varie attività ricreative e per incontri, non solo per studenti e insegnanti, ma anche per la più ampia comunità.

Insomma...tutto ciò che avremmo immaginato per un edificio scolastico...che non deve nemmeno costare troppo, deve prevedere uan manutenzione agevole...perchè Il 97% di tutte le scuole finlandesi sono amministrate dai Comuni.


"Immagina...si può...!"






domenica 22 luglio 2012

L'ipad in classe....103 + idee...

Una interessante e utile risorsa per l'utilizzo efficace dell'ipad in classe. Cliccate sull'immagine, raggiungerete la raccolta, sfogliatela, provate ad approfondire le app proposte.
Io ne conosco alcune per le quali ho avuto modo di provarne l'utilità didattica.
E voi? Se avete qualche altra segnalazione...

sabato 7 luglio 2012

LEARNING ANALYTICS...prime suggestioni...

Come promesso posto le prime, ancora poco meditate suggestioni avute durante la conferenza.
Innanzitutto qualcosa sulla location : Leuven, città a me sconosciuta fino a qualche tempo fa, che invece mi ha davvero sorpresa e catturata...per le sue espressioni artistiche, per la sua accoglienza discreta ma coinvolgente, per la sua storia culturale trasmessa dagli imponenti edifici legati all'Università che qui ha trovato sede sin dal 1425, per la sua interculturalità insita nella convivenza e nell'incrocio di diverse lingue (olandese, francese e il dutch (lingua locale)), per la particolare architettura dei suoi edifici che emanano richiami fiabeschi, per i suoi numerosi locali popolati dai moltissimi studenti, per la sua offerta gastronomica e la sua....birra...
Ecco alcune immagini...

Bene, spero di aver condiviso l'atmosfera particolare di questa città universitaria...con la più antica università cattolica del mondo...grazie alla quale è stata organizzata la 12esima edizione della

Come vi ho già anticipato, il focus della conferenza è stato  Enrich the learning experience'
che poteva essere sviluppato attraverso questi sub.topics
  • Engaging Learning Materials (video, multimedia, …)
  • Innovative Learning Spaces
  • Access and Digital Ability
  • Blended Learning
  • Projects & Cases
 Le presentazioni sono state assolutamente molto interessanti ed hanno sviluppato uno stato dell'arte dell'uso di risorse media video nelle espereinze di apprendimento che riguardano l'intero arco della vita, dalla scuola materna ai progetti di long life learning.
Molte le esperienze riguardanti attività nell'istruzione superiore (università)...alcuni progetti (il mio compreso) hanno riguardato anche  la scuola primaria.
Nel complesso ho avuto l'impressione che l'Italia sia un po' in affanno rispetto a queste tematiche, o quantomento, non ci sia ancora una vetrina abbastanza fornita....

Un'altra bella novità...almeno per me...grazie a questa Conferenza ho scoperto Twitter e la sua grande capacità di mettere in contatto le persone...più di 500 tweet a questa conferenza...troppo bello..., guardate qui https://twitter.com/#!/Diverse2012..
Un'emozione leggersi "twittata"...ci voleva, ci voleva...

Ed ora, in conclusione a questa prima  ondata di impressioni condivido qualche slide di Erik Duval,
professore in informatica umanistica alla KU di Leuven, che ha introdotto un argomento focalizzato sul "Learning analytics", ovvero "L'analisi dell'apprendimento" che consiste nel" raccogliere le tracce che gli studenti lasciano dietro di sé e l'utilizzo di quelle tracce per migliorare l'apprendimento stesso..."; tutta la presentazione era incentrata sulle tracce lasciate on line...qui vi lascio il suo slideshare...   ed alcune slides che ho selezionato...
 tracce....e alcune riflessioni sul dafarsi...


fatemi avere qualche impressione....qualche traccia dei vostri pensieri   :)






giovedì 5 luglio 2012

DIVERSE 2012! INSPIRE YOUR LEARNING!

E' iniziata oggi a Leuven, in Belgio, la conferenza DIVERSE 2012.
DIVERSE 2012 will take place from 3-6 July 2012 in Leuven, Belgium. This 12th edition will be organized by the Diverse Network and the Media and Learning Unit of the KU Leuven (Catholic University of Leuven.
 DIVERSE è una conferenza che riguarda l'uso di  tutti gli aspetti multimediali in educazione, nell'insegnamento, nella ricerca, nel managment, etc.
Questo include la convergenza delle diverse tecnologie, l'emergere di nuove possibilità nel campo della didattica.



Ebbene sì, quest'anno ho potuto partecipare alla Conferenza...e come speaker!

Ecco qui una prova del fatto...una presentazione in un'aula di chimica storica che ospitava i partecipanti munitit di ogni tipo di connessione digitale...."per coniugare vecchie e nuove scienze"


Il focus della mia presentazione? Blended Learning in primary School. La potete seguire nello slideshare qui sotto.

Blended learning in Primary School
View more presentations from franceframes


A breve posterò le suggestioni e le ispirazioni avute da questa interessante e innovativa conferenza che mi ha dato modo di entrare nel vivo della questione dell' e-lerning e del blended learning in Europa e non solo.
Enjoy :)


mercoledì 27 giugno 2012

PEDAGOGIA IBRIDA

Da qualche giorno, dopo molte resistenze verso i social network, mi sono iscritta a Twitter, per testare le potenzialità di costruzione collettiva di conoscenza (obiettivo ambizioso :) !)
Ho fatto una scelta accurata di persone e o aasociazioni/gruppi da seguire, in particolare mi sono diretta verso l'e-learning e l'apprendimento digitale.
Bene, dopo una settimana, devo ammettere che mi si sta APRENDO UN MONDO; sto ricevendo Tweet interessantissimi, con rimandi ad articoli tutti da leggere e da scoprire...
Questa sera voglio condividere questa twit-scoperta:  "Hybrid Pedagogy a digital journal of teaching and technology"
Nella homepage della rivista si afferma che "tutto l'apprendimento è necessariamente ibrido"
Pedagogia ibrida per:
- combinare i fili della pedagogia critica e digitale per arrivare ad un migliore uso sociale e civile della tecnologia e dei media digitali nelle aule scolastiche e nelle classi on-line
- evitare di enfatizzare l'educazione tecnologica ma cercare di interrogare ed analizzare gli strumenti tecnologici per prevederne usi progressivi.



Andano a curiosare meglio tra gli articoli ho trovato diversi spunti su cui riflettere
Il termine ibrido viene usato per definire l'apprendimento che avviene in una classe fisica (o in un altro spazio fisico) e on line. Il termine viene distino da "blended" miscelato in quanto quest'ultimo si riferisce alla pratica, mentre la pedagogia ibrida è la la formualzione concettuale di una metodologia.
La parola "ibrido" ha profonde risonanze, suggerisce non solo che il luogo di apprendimento è cambiato, ma che una pedagogia ibrida ripensa radicalmente la nostra concezione del luogo. Così, la pedagogia ibrida non si limita a descrivere una semplice miscelazione dell'apprendimento in classe  e apprendimento on-line, ma vuole di portare i tipi di apprendimento che avvengono in un luogo fisico e i tipi di apprendimento che accadono in un luogo virtuale in un discorso più impegnato e dinamico.


Il concetto di "ibrido" in pedagogia non deve riferirsi solo all'apprendimento. Esso deve investire molti aspetti, l'obiettivo è quello di pensare olisticamente alle diverse "ibridità" che si presentano nelle nostre vite reali e digitali, negli spazi accademi ed extra-accademici.
Per questo possiamo cercare spazi ibridi in molti aspetti
Learning spazio fisico / spazio virtuale di apprendimento 
Spazio Academic / Extra-accademica 
SpazioAule fisiche/ Aule Aule online 
Formazione Istituzionale / educazione informale 
Giardino con pareti Academia / Istruzione Aperto 
Gli studiosi ed insegnanti 
prodotto / processo di apprendimento 
Disciplinarità / interdisciplinarità 
Singoli insegnanti, studenti, ed accademici / comunità collaborative
L'apprendimento nelle scuole / Learning nel Mondo 
Pedagogia analogico / digitale Pedagogia 
Utilizzo di strumenti / impegno critico con gli strumenti
 Macchina e macchina-come interazione / Human Interaction 
Apprendimento passivo / Experiential Learning 
Insegnare e apprendere Pedagogia / Critical


E' necessario andare ad analizzare i lati, i confini di ciascun binario (e non a privilegiare nettamente uno) verso l' obiettivo  (forse ambizioso)di una decostruzione più approfondita della nostra pedagogia. 
Ibridità è sul momento di gioco, in cui i due lati dei binari iniziano a ballare (e attraverso) l'un l'altro prima di approdare in qualche nuova configurazione. 

Mi sembra un discorso condivisibile, non possiamo più pensare di ancorare le nostre esperienze su un solo lato del binario, è necessario riflettere e ritrovare le contingenze, le contaminazioni, tra molti aspetti che incontriamo tutti i giorni.

E questo vale ancora di più nell'apprendimento, che deve istituire un circolo virtuoso tra spazi e pratiche nella classe fisica e possibilità e pratiche nello spazio on line, tra disciplina e interdisciplina, tra studente e docente, tra pratica e metacognizione, tra pensiero scientifico e narrativo, tra insegnamento e apprendimento....




mercoledì 20 giugno 2012

SOLSTIZIO D'ESTATE.....

Ho l’estate tra le mani,
un’anguria a fette larghe

Ho l’estate nelle gambe
sfido il vento e corro via

Ho l’estate sotto i piedi
è sdraiata dappertutto

Ho l’estate nella testa
sogni lunghi e sere chiare

Ho l’estate nella gola
ha sapore di gelato
.
Giusi Quarenghi
dal libro E sulle case il cielo, Topipittori
Illustrazione: Constanze Von Kitzing


NON HO RESISTITO A CONDIVIDERE QUESTA POESIA (IMMAGINE COMPRESA) PUBBLICATA IERI SUL BLOG  PAROLE IN GIOCO  , spazio emozionante in cui Patrizia Ercole posta una selezione accurata di poesie e immagini...

domenica 10 giugno 2012

Portfolio autentico...

Fine dell'anno scolastico, conclusione particolare per me che avevo lasciato il mio stupendo gruppo classe già a gennaio...
Ma quando i legami sono forti, come succede nella relazione insegnante-alunni, la conclusione in itinere non viene considerata, e tutto viene ricollocato alla naturale scadenza!
E così, venerdì 8 giugno, ho festeggiato il punto di arrivo del percorso della primaria, insieme ai miei alunni e alle loro famiglie.
Grande sorpresa ed emozione quando bambine e bambini  si sono presentati con  il loro meraviglioso prodotto self-made, la loro documentazione, condita di buone emozioni, dei nostri 5 anni insieme.
Sono così orgogliosa, che non posso non condividerlo!!!!









Il più bel portfolio del nostro percorso....GRAZIE A TUTTI I MIEI SUPER-ALUNNI!!!




martedì 5 giugno 2012

TRANSMEDIALITA'



 Si sta svolgendo a Milano, 5-6 giugno 2012, Università Biccocca, Piazza dell’Ateneo Nuovo1
il convegno

Contenuti, significati e valori nella cultura transmediale


Condivido le slides di P.C. Rivoltella e Laura Messina che delineano il concetto, i significati, le implicazioni nella comunciazione, nei linguaggi, nel design degli scenari educativi, nei paradigmi pedagogici, nella scrittura scientifica...



Domani, 6 giugno, ospite d'eccellenza, H. Jenkins, l'autore di "Cultura convergente", saggio in cui l'autore si immerge nella cultura popolare del nostro tempo, fotografa in che modo le nuove tecnologie la stanno cambiando, poi torna in superficie e ci mostra un reportage che in realtà non è sui mezzi di comunicazione ma su coloro che li usano per comunicare : mass media e media prodotti dal basso.
Siccome il potere dei mass media sta nell’amplificazione dell’informazione, mentre quello dei media grassroots  nella sua diversificazione, è probabile ed auspicabile che si vada verso una convergenza. Solo questa convergenza può incoraggiare la partecipazione e lo sviluppo di un’intelligenza collettiva.
“se gettassimo via il potere del broadcasting avremmo solo frammentazione culturale. Il potere della partecipazione non ha origine dalla distruzione della cultura commerciale, ma dalla sua riscrittura, dalla sua correzione ed espansione, dall’aggiungervi una varietà di prospettive, poi dal rimetterla in circolo diffondendola attraverso i media mainstream”.
Una prospettiva riconciliatrice e generativa di nuovi linguaggi e nuovi scenari comunicativi di cui la didattica non potrà fare a meno...






lunedì 4 giugno 2012

Parola d'ordine: ADAPT YOUR TEACHING


Venerdì 25 maggio, a Roma, durante la conferenza del PD Scuola “Un nuovo alfabeto per l’Italia”, Marc Prensky, autore e divulgatore sui temi delle tecnologie nella scuola e inventore della locuzione “nativi digitali”, ha chiuso la giornata con una lectio magistralis dal titolo “For the sake of our kids’ future, it’s time to adapt”. 
POTETE SCARICARE LE SLIDES QUI
RISOLVERE PROBLEMI INSIEME
Qualche anticipazione...Non dobbiamo vivere rivolti al passato, con un sistema educativo datato, è necessario vivere ed insegnare in una prospettiva volta al futuro…con le necessità, i problemi, gli strumenti che il  nuovo contesto comunicativo ed esperienziale ci richiede ogni giorno..
DI FRONTE A QUESTE ESIGENZE E' NECESSARIO ADATTARE IL NOSTRO INSEGNAMENTO...
E' tempo di  adattare la nostra visione pedagogica, le nostre tecniche, i nostri strumenti, le nostre metodologie, perfino le nostre domande, adattarle ad una scuola cooperativa, aperta, stimolante, efficace...e le tecnologie non sono che uno strumento per realizzarla!

NUOVI STRUMENTI PER IMPARARE INSIEME

Bisogna imparare ad usare saggiamente la tecnologia, farla convivere in equilibrio con il nostro cervello, e noi insegnanti dobbiamo aiutare i nostri studenti a diventare saggi utenti digitali.

Dobbiamo insegnare ai nostri studenti…

seguire le loro passioni…, 

connetterci con il mondo…

Dobbiamo ASCOLTARE I NOSTRI STUDENTI…CAPIRE COSA VOGLIONO…
10 THINGS TODAY’S STUDENTS WANT
1. They want to be respected, trusted, and have their opinions valued and count
2. They want to follow their own interests and passions
3. They want to create
4. They want to use the tools of their time
5. They want to work with their peers on group work and projects (with ways to prevent slackers from getting a free ride)
6. They want to express and share their opinions
7. They want to help make decisions and share control
8. They want to connect with their peers, both in class and around the world
9. They want to cooperate and compete with each other
10. They want an education that is not just relevant, but REAL

Ancora

PRENSKY’S “7 IDEAS”
1. ADAPT TO CHANGING CONTEXT
2. LISTEN TO THE KIDS
3. UNDERSTAND LEARNING
4. CHANGE PEDAGOGY: PARTNER
5. USE TECHNOLOGY WISELY
6. TEACH THE RIGHT STUFF
7. STRIVE FOR DIGITAL WISDOM

It's time to adapt! Che ne pensate?


sabato 26 maggio 2012

UN NUOVO ALFABETO PER L'ITALIA



Si è conclusa oggi a Roma la prima conferenza nazionale per la scuola dei “nativi digitali”, dal titolo  “Un nuovo alfabeto per l'Italia”.

Ricerca Ipsos per Pd 

 Sia gli insegnanti che i genitori di figli minorenni sono più digitalizzati della media della popolazione (usano internet almeno una volta la settimana il 68% degli insegnanti, ed il 61% dei genitori).
Nel mondo della scuola utilizzano computer e internet a casa per attività legate allo studio:
gli insegnanti: per cercare materiali didattici (84% almeno una volta la settimana)
e per preparare lezioni (78%)
gli studenti: per cercare materiale per la scuola (79%) e per comunicare con i compagni (60%). Fanno infine i compiti al PC almeno una volta la settimana il 58% degli studenti ed il 40% visita forum o siti di studenti. L’uso di internet per comunicare rimane un’attività rilevante anche per gli insegnanti: il 66% scambia informazioni con i colleghi e il 20% comunica con le famiglie degli studenti.
 
Per insegnanti e studenti il primo pregio dell’uso delle nuove tecnologie in classe è che rendono la lezione più divertente. Per gli studenti poi la lezione è più interessante e più chiara, mentre per gli insegnanti la classe risulta più coinvolta.
Per quali materie? Tra genitori e insegnanti c’è un sostanziale accordo: materie quali lingue, tecnologie/tecnica e matematica risultano quelle dove è più utile l’uso delle nuove tecnologie, meno per le materie umanistiche.
Sembra esserci da un lato un certo disincanto, da parte di genitori ed insegnanti, sul futuro delle nuove tecnologie nella scuola, dovuto alla convinzione che la carenza di fondi renderà vani i buoni propositi, dall’altro però è condivisa la certezza che chi non le saprà usare si troverà in difficoltà in futuro. In ogni caso le nuove tecnologie vengono viste, da genitori ed insegnanti, come uno strumento che dipende molto dalla capacità e dalla volontà degli insegnanti stessi, e dunque non “utili di per sé”. La massimizzazione dell’efficacia di questi strumenti deriva dunque da un percorso didattico e da una interazione studenti/insegnanti, che rimane il centro della qualità pedagogica. 

Ospite d'onore è stato  Marc Prensky, esperto di fama internazionale e creatore dei termini "nativo digitale" e " immigrato digitale".
 
Potete accedere ad altre info qui e qui
 


giovedì 24 maggio 2012

Progetto Pirati!



 
 foto da qui
Nella prospettiva di creare “un ripensamento, una nuova visione per l’Austria del 2032” si è tenuto  a Vienna, in aprile, un suggestivo meeting di “Creatrici del futuro” , provenienti da 12 paesi, che, con i loro progetti, stanno interpretando una visione educativa  “più avanti del loro tempo”. (trovo bellissimi queste definizioni!!!)

In questo articolo trovate la descrizione di un progetto educativo  “Pirates Hackney” presentato da una delle partecipanti, Catriona Maclay.  Progetto che ha investito una scuola di Hackney, quartiere disagiato di Londra, con studenti di età compresa tra 9 e 12 anni…età della pre-adolescenza, densa di momenti critici.
Il progetto, iniziato dopo che la scuola aveva avuto il secondo peggior risultato di Londra, è partito dalla consapevolezza che un maggior supporto, abbinato allo sviluppo della creatività e alla motivazione, avrebbero contribuito a conseguire risultati molto migliori.


I principi ispiratori? Un ambiente di apprendimento non convenzionale, da pirati…con passaggi segreti e tutto ciò che può contraddistinguere un vero pirata! Divertimento e altra identità  ne fanno un posto dove le persone vogliono vivere!
Non si deve nutrire solamente la mente dei bambini!
Inoltre, apprendimento in comunità, molti volontari collaborano portando nell’ambiente straordinarie e diverse abilità
 foto da qui

Il progetto nel concreto: Ogni sei settimane si  inizia un nuovo progetto. Al momento si lavora a  realizzare un video musicale. E’ già  stato pubblicato un libro, creato un sito web sul quartiere e realizzato cartoline della regione.
Insegnare al bambino nella sua globalità e non solo per il raggiungimento del successo scolastico.

Il ruolo dell’insegnante? Il ruolo del docente avrà bisogno di concentrarsi maggiormente sulla creazione di ambienti di apprendimenti interessanti e accoglienti. Un curriculum troppo frazionato non permette ai bambini di sviluppare le competenze di cui hanno bisogno in seguito - perseveranza, lavoro di squadra, fiducia, problem-solving.

Abbiamo bisogno di più apprendimento basato su progetti, come lo facciamo a Pirates Hackney!

Come vedete anche nelle scuole del Regno Unito ci sono ancora molti problemi da risolvere…affrontati con creatività e coraggio da queste "Creatrici di futuro"!

domenica 13 maggio 2012

Educare per Innovare

 "Il mondo del futuro - con i suoi motori di ricerca, robot e altre potenzialità informatiche - ci chiederà di avere capacità che finora sono state solo opzionali: per rispondere a queste richieste occorre che cominciamo a coltivare sin da ora queste capacità"

Il 26 aprile 2012, presso l'OECD Conference Centre, Paris, si è tenuta una conferenza sul tema
professore di Scienza dell’educazione e Psicologia alla Harvard University, professore di Neurologia alla School of Medicine dell'Università di Boston e condirettore dell'Harvard Project Zero, un gruppo di ricerca sulla natura dell'attività simbolica umana e sui meccanismi dell’apprendimento.
Noto soprattutto per la Teoria delle Intelligenze Multiple, si è occupato dello sviluppo delle capacità artistiche nei bambini e dell'ideazione di strumenti per migliorare l'apprendimento e la creatività. 
Potrete leggere qui una sua intervista, in cui risponde in modo articolato ad alcune questioni importanti:
1. La scuola e le 5 modalità di pensare (minds) per il futuro. (disciplinata, sintetica,creativa, rispettosa etica). H. Gardner sottolinea il fatto che la scuola è tradizionalmente attrezzata per le abilità cognitive disciplinate, mentre il pensiero sintetico, creativo ed etico sono meno considerati, mentre ora sono più necessarie che mai.
2. Cambiamenti da introdurre nelle pratiche didattiche. Gardner riflette sulla priorità data, in questi anni, ai punteggi relativi ai test di apprendimento (cui l'Ocse ha contribuito) che devono avere una collocazione di diverso ordine nel paesaggio educativo. Paesaggio educativa in cui deve stagliarsi in modo più preciso il tipo di persona che vogliamo cotivare e il tipo di società che vogliamo contribuire a formare.
3.Tecnologia e nuovi bisogni educativi. Gardner evidenzia il fatto che Internet costituisce una fonte smisurata di informazioni cui tutti possono attingere con facilità; compito della scuola (e non solo) deve essere l'educazione al pensiero critico, alla formulazione delle giuste domande rispetto alla attendibilità della fonte, del contenuto, dei dati che assumiamo come informazioni.
"Ironia della sorte, viviamo in un tempo nella storia del mondo dove è più possibile che mai per determinare ciò che è vero e cosa no. Ma si deve essere disposti a prendere il tempo per interrogare le fonti di ogni genere e di cambiare idea se i dati e gli argomenti puntano in un'altra direzione. In futuro, si presterà sempre maggiore attenzione alle fonti di informazione che sono note per essere disinteressate,  pronte a prendere in considerazione punti di vista alternativi, ad ammettere errori e a pubblicare le correzioni. Purtroppo, questi non sono i  primi descrittori che vengono in mente quando si considera la media dei blog!"

Trovo che, proprio come sanno fare solo i grandi, Gardner riesca a fare una sintesi rappresentativa delle necessità dell'educazione e della formazione nel 21esimo secolo che appartiene alle persone che sanno pensare in un certo modo: rigoroso e creativo allo stesso tempo, ma anche e soprattutto rivolto agli altri, rispettoso e collaborativo, critico e flessibile...

Ah...suggestiva l'immagine del paesaggio educativo con la figura-alunno-uomo in primo piano e i test a punteggio sullo sfondo...e tutte le cose che dice al proposito...leggete! 

Approfondimenti qui 

martedì 8 maggio 2012

...SCUOLA IN ITALIA...TORNARE A BARBIANA


Lunedì assistevo ad una lezione sui "Sistemi formativi e agenzia educative in Europa" un interessante excursus sulle risposte formative ed educative alle necessità economiche e sociali dei diversi periodi storici presi in considerazione.
Nel bel mezzo della dissertazione, irrompe (ora come allora) don Milani (insieme ad altri grandi: Rodari, Ciari, Lodi...) con il suo prezioso carico di pedagogia popolare fondata sul rispetto dell'uomo e della diversità, sulla necessità di intendere la scuola come luogo delle "pari opportunità".

La rete con i suoi nodi e con i suoi fili, mi ha fatto fare incrocio...un bellissimo articolo di Marco Rossi Doria, dal titolo emblematico: SCUOLA MALATA, E' ORA DI TORNARE A BARBIANA

Quando, nel 1967, uscì Lettera a una professoressa e arrivò in ogni angolo d’Italia il monito, severo e profetico, di don Milani: «la scuola ha un solo problema: i ragazzi che perde».

In quel libro c’erano i dati che mostravano che la classe sociale dei genitori determinava il successo o l’insuccesso scolastico, in larghissima misura. Quel monito ci sta ancora addosso. Perché è ancora oggi così. Sono i figli dei poveri a fallire a scuola. E sono tanti: il 20% del totale. Che tende a diventare il 30% e più nel Sud come nelle periferie del Centro e del Nord. Lo dicono i dati del ministero dell’Istruzione, quelli Istat, la Banca d’Italia, la relazione della Commissione indagine sulla povertà. Lo mostra, pezzo per pezzo, il bellissimo
Atlante dell’infanzia a rischio , curato da Save the children ricordandoci che mentre nella maggior parte d’Europa il figlio di un genitore di medio reddito e istruito ha 2 o 3 volte più probabilità di completare l’intero ciclo di studi, da noi ha 7,7 più probabilità! Il più grande scandalo d’Italia.

Così, è passato quasi mezzo secolo. Ma resta questo il principale problema non solo della scuola ma dell’intera società italiana. Dobbiamo riuscire a dare di più a chi parte con meno nella vita e la scuola va ancora ben sostenuta perché non vi è altro luogo che possa essere leva precoce di emancipazione e riequilibrio sociale.

Per questo l’Unione Europea dal 2000 - la famosa agenda di Lisbona ci chiede di scendere sotto il 10% di fallimento formativo. E la questione è che noi non ci siamo ancora riusciti. Benché siamo ben consapevoli che il non riuscirci, oltre a essere una minaccia alla coesione sociale, ci priva di enormi risorse umane capaci di azioni positive, un fatto che condiziona la stessa crescita economica. Perciò: l’agenda politica, le scelte nella revisione delle spese e degli investimenti pubblici deve tenere conto innanzitutto di questa questione.
  
Ma non fermatevi qui....leggete tutto l'articolo che propone importanti riflessioni sull'esperienza di Barbiana, su come essa abbia generato pratiche trasformative e innovative...

Proprio come Marco Rossi Doria ci dice in conclusione:
Dunque, la vicenda di Barbiana e delle buone scuole delle nostre troppe periferie non è solo un’azione a sostegno dell’equità e a vantaggio di una società democratica. Ma permette trasformazioni. E ci dice la direzione da prendere per tutta la scuola. Perché l’azione pedagogica diretta a chi ha più bisogno spesso muta gli approcci profondi e sa indicare vie innovative. La necessità fa virtù. Perciò don Milani diceva: «Verrà un giorno in cui coloro che vogliono guarire le scuole malate dovranno salire a Barbiana».

È ora di ripartire da una scuola a tutto tondo, che integri studio, esperienza, riflessione ben organizzata sul mondo e sul sé. E che consenta di riportare anche tutta la meraviglia del sapere diffuso dai nuovi media entro l’azione composita e costante di un luogo accogliente e rigoroso. Un luogo salvo e innovato.

Parole di Marco Rossi Doria, sottosegretario all'Istruzione...siamo autorizzati a sperare!

domenica 6 maggio 2012

A SCUOLA NEL REGNO UNITO/2



Il post precedente ha suscitato curiosità ed interesse, oltre che necessità di approfondimenti.
Raccolgo qui i contributi di Annarita che ci ha fornito importanti chiarimenti e le rispsote di Miriam rispetto ad alcune domande.
Annarita scrive:
Conosco il sistema educativo inglese per averlo studiato qualche anno fa, insieme agli altri sistemi educativi europei, fa quando mi occupavo attivamente di valutazione. Pertanto, ero a conoscenza delle belle cose raccontate da Miriam.
1) Il sistema educativo inglese è fortemente decentralizzato sin dal XIX secolo, con tutto ciò che ne consegue in fatto di responsabilità: sono infatti le Local Education Authorities (LEAs), 96 in tutto il paese, che amministrano tutto il sistema e si occupano di garantire che l'istruzione pubblica gratuita venga fornita in modo adeguato.

2)L'istruzione pubblica è gratuita. Le scuole inglesi si dividono in maintained (scuole statali) e independent (scuole private). Le scuole private sono in totale più di 2500 e si sostengono con il pagamento delle rette scolastiche o con aiuti provenienti da enti privati. Il loro standard è molto elevato.

3)In Inghilterra c'è un sistema di valutazione scolastica molto dettagliato e le valutazioni ricevute dai professori vengono ampiamente pubblicizzate, in modo che le famiglie abbiano in mano il maggior numero possibile di informazioni per decidere in quali istituti iscrivere i propri figli. Il Performance management in base al quale viene valutato il lavoro degli insegnanti è composto da tre fasi: pianificazione degli obiettivi, monitoraggio dei progressi, valutazione finale dell'insegnante.
4)Sono le scuole che singolarmente decidono quanti insegnanti tenere nel proprio organico. Il Board of Governors (Consiglio di Amministrazione) si occupa delle procedure selettive: non esiste infatti una graduatoria degli insegnanti. La nomina dei nuovi insegnanti è spesso delegata dal Board ai direttori delle scuole. Per esercitare la professione gli insegnanti sono tenuti a ottenere la qualifica del Department for Education and Skills e a essere registrati al General Teaching Council. L'abilitazione all'insegnamento non garantisce automaticamente un posto di lavoro. Dopo un periodo di prova solitamente gli insegnanti hanno contratti a tempo indeterminato.
E' la scuola stessa che paga i professori. Gli stipendi sono regolati da un contratto nazionale, ma ci sono retribuzioni supplementari in base ai risultati. Le scuole possono dare premi, incentivi e gratifiche per trattenere i professori più bravi. Gli aumenti di stipendio per gli insegnanti vengono decisi dai singoli istituti e dai consigli di amministrazione. Il contratto di base degli insegnanti prevede 1265 ore di servizio annuali, che le varie scuole gestiscono a seconda delle necessità. Le ore settimanali di lavoro sono circa 37. La busta paga annuale di un insegnante del Regno Unito è di circa 32 mila euro, in Italia invece un insegnante guadagna circa 23 mila euro all'anno.

Ci sarebbe altro da dire, ma molto lo ha illustrato Miriam. C'è anche da precisare che nel Regno unito il mestiere di insegnante viene intrapreso da chi ama veramente questo tipo di lavoro, mentre in Italia l'insegnamento è spesso soltanto un tipo di lavoro ed una corsa al posto fisso sicuro!

Scaturisce da sé che un confronto tra due sistemi scolastici educativi così diversi non può che sottolineare le mancanze del nostro.

Miriam risponde alla domanda sulla tipologia di scuola frequentata dai suoi figli

La scuola dei miei figli è quella pubblica, assegnata dal comune a seconda dell'area di residenza, praticamente la scuola  che frequentano tutti i bambini del posto, pubblica che di più non si può e siamo molto felici di questa opportunità.
In Tanzania la scuola era quella internazionale ed era privata, anche perchè le scuole pubbliche africane erano in lingua swahili, erano usuali le punizioni corporali e c'erano 150 studenti a classe.


Miriam sul tutor
Il tutor di cui parlo è un insegnante della classe che vede i ragazzi per più ore in settimana (prevalente appunto), tipo il coordinatore di classe  (ma che viene giustamente remunerato per il suo lavoro) che si occupa dei rapporti con le famiglie e con i ragazzi.

Miriam sulla valutazione degli studenti

proprio venerdì mi è arrivata la pagella di Paolo del secondo trimestre (semplici fogli A4 stampati...) dove per ogni materia c'è una valutazione per ogni materia espressa in lettere A B C D... , i progressi che possono essere +, =, -, l'impegno che va da E=excellent, C=commendable (lodevole), S=satisfactory, D=disappointing(deludente), U=unsatisfactory.

Poi c'è un commento scritto per ogni materia con un giudizio complessivo sulla vita scolastica del ragazzo, i progressi e gli obiettivi. in ogni materia un ultimo spazio è dedicato agli obiettivi che l'alunno può raggiungere, e questi sono quelli di cui il docente ha parlato col ragazzo e con i genitori in sede di udienza...

Miriam segnala anche un documento riassuntivo sui sistemi scolastici anglofoni, in un sito molto interessante!

ANCORA CONSIDERAZIONI MIE  (alla luce dei nuovi approfondimenti)
Annarita dice che comparando i due sistemi risulta evidente un notevole squilibrio a demerito nostro...
Un sistema, quello inglese, che si basa:
SULLA DECENTRALIZZAZIONE E SULL'AUTONOMIA DEGLI ISTITUTI,  
SUL LEARNING BY DOING, 
SULL'APPRENDIMENTO CENTRATO SULLO STUDENTE, RESPONSABILE DEL PROPRIO APPRENDIMENTO, 
SULL'INTEGRAZIONE DELLE TECNOLOGIE NELLA DIDATTICA,  
SULLA COLLEGIALITA' DEL TEAM DOCENTE
SULLA VALUTAZIONE TRASPARENTE E FORMATIVA (volta al raggiungimento e miglioramento dei propri traguardi formativi)
SULLA FORMAZIONE, VALUTAZIONE E RETRIBUZIONE ADEGUATA DEGLI INSEGNANTI...
il tutto in una SCUOLA PUBBLICA...che, come dice Miriam, più PUBBLICA NON SI PUO'!


martedì 1 maggio 2012

A scuola nel Regno Unito

Miriam Paternoster :" I’m an Italian middle school art teacher, but now I’m living in UK with my family".
Conosco personalmente Miriam Paternoster, che potrete anche voi incontrare nel blog Arteascuola, (This blog is a place to share, swap, and explore lessons, systems, and creations in other art classrooms) dove Miriam condivide lavori e capolavori che ha realizzato a scuola, in Italia, che ora realizza insieme ai suoi figli, a casa e a scuola nel Galles, dove attualmente risiede.
Dalle attività condivise comprenderete l'attenzione che pone nel proporre attività creative che coinvolgano gli alunni nella sperimentazione di tecniche e  materiali diversi, con l'obiettivo di ottenre prodotti che incrementino il senso di autonomia, di autoefficacia, di collaborazione e di rispetto dei ragazzi...insomma "learning by doing" e "learning is an experience"...

Miriam & family...è anche una bella e lunga storia che narra scelte di vita particolari vissute in una casa-mondo e in una scuola-mondo per i suoi figli...(ne riparleremo con lei...)

Attualmente, come avete letto, vive in UK con la famiglia, 3 figli che potete ammirare qui e che, come documentano le divise orgogliosamente indossate...frequentano le scuole del regno Unito. 

first day  of school 2011 - by Miriam

Non ho resistito alla tentazione di contattarla e di farle un'intervista (via mail) su alcuni aspetti del sistema scolastico d'oltremanica.
Che idea hai potuto farti della scuola inglese?
La mia esperienza è forse superficiale , ma  da mamma di tre bambini che per 3 anni hanno frequentato scuole internazionali posso avere almeno qualche opinione realistica al riguardo. Comunque sto frequentando la scuola di mio figlio ed assisto alle lezioni nel dipartimento di arte ed è già qualcosa per rendersi conto dei metodi e degli obiettivi che questo educational system vuole raggiungere, soprattutto se confrontate con la scuola italiana.
 
Spazi fisici: 
nella scuola primaria si notano le differenze più grandi, le classi sono organizzate secondo lo spazio laboratoriale ( vedi http://laproffa.blogspot.co.uk/2010/10/scuola-senza-zaino.html ) e quindi non esiste la lezione di tipo frontale come la facciamo noi. TUTTE le classi hanno lavandini, librerie, computer in classe e L.I.M.

ecco l'esempio di una nostra aula e un'aula di una scuola europea/internazionali



 Materiali
Alle elementari hanno vari quaderni in carta riciclata forniti dalla scuola e non li portano quasi mai a casa, vanno a scuola con una "bustina" con dentro un fascicoletto o un libretto o un quadernino con una penna, perchè tutto il materiale è a scuola, i libri non ci sono perchè tutto quello che serve è ON LINE vedi anche http://www.senzazaino.it/
 
 Metodi e tecnologia
I metodi sono molto basati sull'esperienza perchè "learning is experience" quindi non esistono solo  libro\gesso\lavagna  e la tecnologia è una parte fondamentale dell'apprendimento visto che ormai abbiamo a che fare tutti con nativi digitali e non si può assolutamente omettere questo aspetto nel sistema dell'apprendimento scolastico.
Parlando di tecnologia nella scuola primaria c'è un box con una ventina di iPad da utilizzare a rotazione nelle classi, mio figlio di 7 anni partecipa alle lezioni cosiddette "Opzionali" del "Technology club" dove usano gli iPad per disegnare, fare giochi linguistici e matematici... immagina l'interesse e il divertimento, altro che contaminare i bambini!

Homeworks
I ragazzi hanno pochissimi compiti a casa, per lo più devono finire dei lavoro cominciati a scuola e devono soprattutto leggere (qualsiasi cosa purchè leggano...), molti compiti sono on line, il bambino ha un suo account in un sito di matematica in rete con la scuola e il professore dà i compiti sul sito, vede i progressi del ragazzo, controlla se i compiti sono stati fatti o no. tra il resto su questi siti ci sono esempi per comprendere passo passo la consegna che ti viene data quindi attraverso la revisione poi il ragazzo è in grado di fare i compiti da solo. C'è un punteggio, una media , un'autovalutazione, la possibilità di parlare con gli insegnanti, la possibilità di simulare i test con le spiegazioni durante il percorso e  di ripetere i test sbagliati comprendendo gli errori commessi... insomma, tutto quello che si vuole.
 
Colloqui con i genitori (e alunni)
Ad esempio: io e Mario andiamo a udienza per sapere come va nostro figlio Paolo e chiaramente è invitato anche lui in divisa impeccabile. Intanto c'è un tutor della classe che spiega tutta la situazione scolastica dell'alunno e noi ci facciamo un'udienza sola e non dodici udienze separate (poi si può chiedere appuntamento "privato" con un docente in particolare tramite libretto personale...). Poi quando entriamo c'è UNA sedia davanti al docente e due seggioline ai lati, quasi dietro la sedia centrale. Hai già capito dove voglio arrivare: l'udienza è del ragazzo di fronte al suo tutor, è sua la responsabilità del SUO studio, dei SUOI compiti, dei SUOI obiettivi e desideri. Viene mostrata la pagella e vengono discussi i voti, con molta serenità e molti sorrisi, poi viene chiesto al ragazzo che cosa non è andato bene, che cosa gli è interessato di più , cosa secondo lui può migliorare e come. A quel punto vengono scritti i targets da raggiungere per il prossimo mese, o quadrimestre e vengono concordati dall'insegnante e dal ragazzo... E' una specie di accordo dove l'alunno si prende la responsabilità di provarci, di fare del suo meglio e di chiedere aiuto se ne ha bisogno: AUTONOMIA, RESPONSABILITA'.
 
Valutazione
Ovviamente registri, pagelle, report sono tutti in rete...
  Altra cosa fondamentale secondo me, c'è una pagella con i voti delle varie materie, ma poi vengono valutati anche COMPORTAMENTO, IMPEGNO, COMPITI A CASA con una valutazione per ciascuna voce.
I miei figli qua sono stranieri e allora puoi immaginare la leggera apprensione che avevo per il loro rendimento scolastico... con loro ho concordato che questa seconda pagella doveva essere piena di "A", perchè su quella non avevano scuse, non c'entra essere madrelingua e avere difficoltà di comprensione del testo o trattare argomenti completamente nuovi... c'entra solo il rispettare le regole, mettercela tutta, chiedere aiuto e fare quello che ti viene chiesto meglio che si può, E PER QUESTO vieni valutato. Per la prima pagella andava bene qualsiasi voto...
La disciplina è stabilita e condivisa da TUTTA la classe insegnante in maniera uguale (limiti,  sanzioni,  soluzioni) e credo che questa sia la grande forza di queste scuole, le regole e le sanzioni sono chiare, stabilite scritte nero su bianco per alunni genitori e insegnanti

Qualche considerazione (by Miriam)
Dovrei fare un lungo discorso con te riguardo alle differenze che ho colto tra il nostro sistema scolastico e quello internazionale...perchè gli argomenti sono davvero tanti! 
Dalla mia esperienza personale credo che qui ci sia molta più attenzione alla responsabilizzazione e l'autonomia del bambino fin dai primi anni di scuola, è lui il primo responsabile delle sue scelte, della sua vita, dei suoi doveri e dei suoi obiettivi, e gli obiettivi principali alle elementari sono quelli che fanno diventare persone prima che alunni. Il focus è molto improntato sul rispetto, sulla convivenza, sulla responsabilità della persona che vive in mezzo ad altre persone e che quindi deve rispettare le regole, come in un gioco, come nello sport, come in una famiglia... questi concetti vengono messi al primo posto, prima della didattica, prima dei programmi ministeriali, dei voti e delle pagelle.
La mia non è una cieca lode al sistema educativo internazionale, il bello di avere esperienze che durino più di qualche mese ti dà un'idea realistica dei pro e dei contro ed è questa capacità critica che vorrei affinare prima di rientrare in Italia...
 
Qualche considerazione (mia)
Ho letto la mail di Miriam come si legge un libro di fiabe...mi sembrava un incanto...ambienti di apprendimento laboratoriali, tecnologie che supportano realmente la didattica, lim, ipad, tutor di classe...responsabilità del proprio apprendimento, pochi compiti a casa... tutto quello che cerchiamo di fare anche noi...ma con grandi resistenze da parte di colleghi, dirigenti, e a volte anche genitori...tutti ancorati ad una visione della scuola di fine '800.
 
Come dice Giovanni Biondi "Se    un    viaggiatore    nel    tempo    potesse    arrivare dall’Ottocento...faticherebbe certamente a riconoscere il mondo, ma se entrasse in una classe capirebbe facilmente di essere a scuola”
 
Miriam si è resa disponibile ad altri approfondimenti...se avete domande ponetele qui nei commenti, vediamo di non perdere questa occasione che ci permette di avere notizie di prima mano...
 
Grazie Miriam...al prossimo approfondimento!